“Ho i miei schemi e le mie idee, ma la cosa più importante è ricreare il Dna del Milan con il rispetto e lo spirito giusto. Io quando ho vinto ho sempre avuto un gruppo vero con uomini e un allenatore vero”. Si è presentato così, il 10 luglio 2014 a Casa Milan, Pippo Inzaghi, senza nascondere un pizzico di emozione “per essere diventato l’allenatore della squadra della mia vita”.
Dopo oltre 60 giorni fatti di parole, allenamenti, momenti di sconforto – parecchi, soprattutto durante la tournée negli USA – e momenti di euforia, si può dire che il DNA Milan è tornato o, perlomeno, la strada intrapresa è quella giusta. L’addio di Balotelli, in particolare, ha tolto a Inzaghi il peso di dover creare un gruppo coeso ma sempre a rischio Balotellate: la mela marcia (Berlusconi dixit) non c’è più e l’allenatore ha avuto in cambio Torres, professionista esemplare ed esempio per tutti gli altri, che insieme allo zoccolo duro formato dal nutrito gruppo di italiani, è una base solida su cui costruire il futuro del nuovo Milan.
Finora, di atteggiamenti sbagliati dentro o fuori dal campo non se ne sono visti e questo è un grosso merito che va dato ad Inzaghi ed al suo staff e, anche per questo motivo, a Milanello è tornato il sereno: l’ambiente è sorridente e la squadra, dopo la bella prova contro la Lazio, vuole continuare a stupire e a far divertire i tifosi, per riempire San Siro come nelle notte magiche di Champions League in cui Super Pippo era protagonista con la sua maglia numero 9. E proprio il ritorno in Europa è l’obiettivo – dichiarato – della società e – segreto – di Inzaghi; il percorso è appena iniziato e ci saranno momenti di crisi da gestire, ma proprio per questo Galliani ha messo a disposizione un gruppo di uomini veri, oltre che di calciatori importanti.
Le rivali stanno tornando ad avere rispetto e timore del Milan, con Allegri che ha persino previsto i rossoneri inseriti nella lotta al vertice fino alla fine. Galliani, però, non vuole sentire parlare di Scudetto: “Allegri, con cui ho un rapporto buonissimo, è un furbacchione. Max è un amico e gli auguro tutte le fortune del mondo per 36 partite all’anno…”
La cura Inzaghi ha rinnovato l’entusiasmo anche ai piani alti di via Aldo Rossi. Il Presidente Berlusconi ha promesso che, compatibilmente ai propri impegni personali, tutti i venerdì sarà a Milanello per far sentire la propria vicinanza alla squadra e per dare qualche consiglio tecnico-tattico all’allenatore, anche se sembra non averne molto bisogno.









