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ITALIA – “Lotito troppo invadente”, l’irritazione degli azzurri

ITALIA – “Lotito troppo invadente”, l’irritazione degli azzurri

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Italia Lotito

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Se qualcuno aveva sorriso o ironizzato sul Claudio Lotito, vestito col k-way della Nazionale italiana, aggirarsi sul prato del San Nicola oppure confabulare seduto in panchina, sappia che non tutti hanno trovato così divertente l’esibizione del Presidente della Lazio.

In principio era stato De Rossi a farsi portavoce del malcontento della truppa giallorossa in Nazionale (oltre a lui, anche Astori, Florenzi e Destro), il che poteva far soltanto pensare alle solite scaramucce verbali tra laziali e romanisti. In realtà il malcontento e lo stupore sono condivise anche dai senatori della squadra azzurra, compreso il blocco juventino: l’ingombrante presenza sul terreno di gioco non è stata che la punta dell’iceberg di due giorni trascorsi gomito a gomito con Tavecchio e con la squadra. Il discusso presidente della Lazio, principale sponsor del nuovo Presidente della Federcalcio, si è fatto vedere ovunque, dalla sala stampa agli spogliatoi seminando imbarazzo e perplessità. Non tutti hanno gradito un’ingerenza così pesante da parte di uno dei personaggi più in vista e con la maggiore influenza negli ambienti che contano, a maggior ragione in un ambiente che dopo il 2006 è stato blindato e protetto dai veleni del campionato e delle rivalità fra club.

Ovviamente solo le chiacchiere di corridoio possono dare voce al malcontento dei giocatori, mentre le dichiarazioni rilasciate ai giornalisti devono contenere il più possibile la polemica. Ci mette la faccia, ancora una volta, capitan Buffon: “Situazioni simili ne ho già viste in precedenza e non mi davano nessun fastidio. Non vedo perché debba darmi fastidio adesso. Forse voi ve ne siete accorti solo adesso. Da giocatore il presidente Lotito l’ho visto spesso vicino alla Nazionale, anche in altre manifestazioni, come la visita al Papa per Italia-Argentina o l’Europeo 2008, per cui non è stata una sorpresa. Non è una persona che entra negli spogliatoi o che vive lo spogliatoio ma è giusto che sia così e se sta vicino alla squadra non vedo cosa ci sia di male. E poi noi giocatori non possiamo dare un parere su questa cosa dopo i risultati modesti da cui veniamo“.
Anche il team manager Oriali minimizza: “Non ho ricevuto lamentele da nessun giocatore sull’argomento. Siamo tutti concentrati su quello che dobbiamo fare. Da me non è venuto nessuno, non ho sentito nulla, nemmeno per interposta persona“.

Il diretto interessato invece sembra non aspettasse altro che rivendicare con vigore i suoi diritti: “Insomma non capisco dove sta il problema. Io sono pure nel comitato di presidenza. Siamo in cinque: Tavecchio e il vicario Beretta di diritto, gli altri tre eletti. Io, Mambelli e Ulivieri. Chi chiacchiera, farebbe bene a informarsi.” Stavolta, senza l’ausilio dei tradizionali latinismi, parla chiaro: “Mi hanno votato all’unanimità, non mi ci sono messo da solo… Ma che vogliono da me? Parlano senza sapere, io posso entrare dove voglio. Me lo consente il mio ruolo di consigliere federale“. Anche il suo tour degli spogliatoi rientra completamente nella prassi, a sentire il Presidente biancoceleste: “Io ero lì perché dovevo vedere De Vrij. Mio figlio gli aveva telefonato prima della partita perché voleva la maglia dell’Olanda. Sono andata a ritirarla nello spogliatoio. La volete vedere? Ce l’ho nel trolley“.
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Feliciano Galderisi