Inter Zanetti: le parole del capitano nerazzurro
L’addio di Javier Zanetti al calcio giocato sembra non finire mai. Dopo aver salutato il suo stadio, il suo pubblico, nella partita casalinga contro la Lazio, in cui è stato l’unico protagonista sul palcoscenico che lo ha visto correre e giocare per 19 lunghi ed indimenticabili anni, anche ieri, a Verona contro il Chievo, ha voluto salutare i ragazzi della che hanno seguito la squadra in trasferta. Questa volta, però, non solo lui. Infatti, il capitano nerazzurro ha portato con sé anche altre tre eroi della grande Inter, quella del Triplete e di un ciclo di successi che rimarrà nella storia: Esteban Cambiasso, Diego Milito e Walter Samuel. L‘Inter saluta quattro pezzi di quella fantastica squadra che l’ha portata in cima al mondo, gli ultimi quattro, pronta a cominciare una nuova era.
Pupi, però, non si è fermato lì. Infatti, penna in mano, Zanetti ha voluto ringraziare tutti, a partire dai tifosi dell’Inter, fino a quelli che lo hanno sostenuto anche in Argentina.” Cari tifosi dell’Inter, cari sportivi di ogni squadra: grazie! Grazie per avere circondato me e la mia famiglia, in un abbraccio di affetto, tifo, stima e amicizia nei giorni delle mie ultime partite in campo, una bella lezione di sport e di sentimenti“, queste sono le parole iniziali del calciatore argentino, che continua:” Nella mia vita da calciatore ho messo tanto impegno, in allenamento, in campo, nei rapporti con i tifosi, in palestra dopo gli infortuni, nelle attività della Fondazione Pupi, pensando che il calcio non sia solo lo sport più bello e il lavoro più felice, ma che il pallone, si giochi in mondovisione o tra quattro amici, sia scuola di valori e sentimenti. Così mi ha insegnato mio padre quando lavoravo con lui da operaio. Così mi avete insegnato voi con il vostro affetto“.
Zanetti, poi, entra anche nello specifico, rivolgendosi prima ai tifosi nerazzurri:” Cari tifosi dell’Inter, sarete sempre nel mio cuore, con i nostri colori, le nostre bandiere, il nostro stile. Spero di servire il club da dirigente come in campo con il numero 4, capitano in campo e fuori. Nei giorni delle coppe e nei giorni da dimenticare, siamo sempre stati insieme, da interisti, e sempre resteremo insieme”, poi a quelli dell’Argentina:” Ho l’onore di avere vestito la maglia albiceleste da capitano, aspetto con voi la nuova vittoria, sarò tifoso sempre, in prima linea, come da bambino a saltare sul divano di mamma a un gol”.
Non poteva mancare poi, da parte di Pupi, un ricordo ai giocatori che lo hanno accompagnato nella sua lunga carriera:” Cari amici campioni che mi avete salutato con l’abbraccio che tante volte ci siamo dati in campo, magari dopo una bella sfida. Cari tifosi delle altre squadre, la rivalità sportiva rende grandi le vittorie e accettabili le sconfitte. Confrontarsi in campo rende lo sport modello di vita. Dove non conta il singolo ma la squadra e dove gol fatti e gol subiti insegnano sempre una lezione. Grazie dunque. Il capitano saluta ma non appende le scarpette a nessun chiodo: la partita infinita per uno sport di ideali è appena iniziata!”.









