In attesa della seconda semifinale maschile una cosa è certa: non ci sarà alcuna rivincita della finale disputata un paio di mesi fa tra Novak Djokovic e Roger Federer a Wimbledon. Con l’eliminazione di Nole inoltre l’annata degli slam si chiuderà sicuramente con otto vincitori diversi tra tabellone maschile e femminile, dato alquanto curioso.
Match caratterizzato dal forte vento e dalla grande umidità quello tra Nishikori e Djokovic. Il numero uno del ranking appare fin da subito insolitamente spento e contratto: infatti cede subito il suo servizio nel terzo game, per poi recuperarlo immediatamente. Il giapponese però non sembra subire la tensione di giocare per la prima volta una semifinale in un major, il suo rovescio bimane funzione a meraviglia e crea non pochi problemi all’avversario. Kei si aggiudica con pieno merito la prima frazione per 6-4. A questo punto ci si aspetta una reazione d’orgoglio da parte del campione balcanico, che infatti non tarda ad arrivare. Novak gioca un secondo set pressoché perfetto e chiude agevolmente concedendo solo un game all’asiatico. Il match sembra dunque completamente capovolto, ma Djokovic fallisce l’opportunità di scappare via in avvio di terzo set e si trova a dover rispondere sul 3-5 a suo sfavore. Il nipponico però sciupa una ghiotta occasione e si va al tiebreak. Parte molto forte Nishikori, o meglio malissimo Nole: 4-0. Con qualche patema di troppo il gapponese si aggiudica il game decisivo per sette punti a quattro. Nel quarto set di fatto non c’è partita, a testimonianza di una giornata pessima da parte del serbo, ma soprattutto di un Nishikori sublime, il quale non patisce per niente le due maratone giocate in ottavi e quarti contro Raonic e Wawrinka. Finisce 6-3 con addirittura due break subiti dal Djoker.
Si chiude quindi nel peggiore dei modi la campagna americana di Djokovic: infatti dopo i flop di Toronto e Cincinnati, il numero uno fallisce anche l’appuntamento con la quinta finale conscecutiva a New York. Visto lo stop di Nadal però potrà consolarsi con una vetta della classifica sempre più salda. Appare doveroso però celebrare la grande impresa di Nishikori, un giocatore che se al top della forma ha dimostrato in svariate conclusioni di poter battere chiunque. Per sua sfortuna però il fisico l’ha spesso tradito, emblematica a tal proposito la finale di Madrid di quest’anno, in cui Kei ha preso letteralmente a pallate Nadal per un set e mezzo a casa sua, salvo poi essere costretto al forfait per problemi fisici. Stupisce di questo ragazzo la disarmante personalità con cui affronta i grandi match. Se manterrà quest’attitudine anche lunedì nella sua prima finale slam, allora avrà sicuramente buone chance di vittoria.









