Tavecchio trasferte: Vietarle sarebbe un errore
Tavecchio trasferte
“Non mandare i tifosi in trasferta è la sconfitta del sistema“.
Sono state queste le parole del presidente della Figc, Carlo Tavecchio, nel corso dei colloqui informali che si sono tenuti con la Commissione Affari Costituzionali della Camera per quanto riguarda le misure di contrasto della violenza nelle manifestazioni sportive.
Tavecchio ha evidenziato la “necessità di individuare il tifo sano e di fare riferimento a organizzazioni ben definite“.
Secondo il parere del presidente della Figc “il legislatore deve correggere i provvedimenti di urgenza e migliorarli. La tessera del tifoso, ad esempio, a cosa serve e perché viene fatta. Bisogna capire che ci sono tante persone serie che il sistema lo sostengono, milioni di persone che pagano e rischiano per colpa di dieci disgraziati“.
In seguito a questo incontro Tavecchio ha dichiarato: “Con il Daspo di gruppo si crea una situazione nuova. Dei tifosi sono penalizzati per quello che hanno fatto solo alcuni. Secondo me si tratta di una sconfitta del sistema sportivo. Non capisco perché si chiuda una curva, per esempio impedendo ai tifosi di andare ad assistere a Roma-Napoli, anche se si tratta di persone che hanno la tessera del tifoso. Ci sono sessanta milioni di persone in Italia, e ci sono certamente anche tanti delinquenti, non è che il calcio sia immune da questo“.
Ha poi continuato: “Contro questi delinquenti sono le leggi e la magistratura che ci devono difendere”.
Una domanda è sorta spontanea. Come mai in Inghilterra questo problema è stato risolto?
Il presidente federale ha risposto: “Lì negli stadi ci sono le celle“.
Parlando del decreto varato ad agosto, Tavecchio afferma: “Il decreto ha un aspetto molto importante che è quello teso ad allontanare i violenti dagli stadi. La formula del Daspo consente di raggiungere questo obiettivo ma come Federazione siamo sensibili nell’individuare forme propositive di dialogo con la parte sana della tifoseria così come saremo sempre disponibili a proseguire nel confronto e nella collaborazione con tutte le Istituzioni“.
Nel corso dell’audizione Tavecchio ha ricordato i punti del suo programma ricordando che le misure di contrasto cominciano dalla formazione di una cultura sportiva e soprattutto dal sistema scolastico.
Secondo il presidente della Figc, infatti, qualsiasi forma di contrasto risulterebbe vana be non si ha una cultura sportiva di base: “Bisogna che si valutino con attenzione i provvedimenti. La Figc è intervenuta su alcune misure come la territorialità applicando in prima istanza la multa e non subito la chiusura delle curve. Domenica è stata sanzionata una importante società se la cosa si ripete una curva potrebbe essere chiusa. Fondamentale ìdentificare il tifo sano che faccia riferimento a organizzazioni ben definite“.
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