Nella grande serata di boxe firmata APB, la ciliegina sulla torta è il match Russo vs Golovachshenko. Il pugile ucraino, alla vigilia, aveva lanciato la sfida usando parole di fuoco (CLICCA QUI PER LA CONFERENZA STAMPA). Il campano aveva già risposto al microfono, ma la replica migliore l’ha lasciata al ring.
Il pubblico di origine ucraina prova a spingere il proprio beniamino verso la vittoria, ma i tifosi italiani sono ben più numerosi e sovrastano i cori degli slavi. L’atmosfera si scalda mentre Clemente Russo “gioca” con il rivale, costringendolo a scoprirsi per poi punirlo. Solo nel terzo round Golovachshenko riesce ad andare a segno con un destro spaventoso, che il pugile campano, malgrado il sorriso guascone e i cenni di no con la testa, deve aver sentito. Questa resterà l’unica fiammata dell’ucraino in un match su cui Clemente Russo, tirato a lucido ed in forma strepitosa, continua ad avere il controllo. Malgrado l’età non più verdissima, l’ottima preparazione ha fatto si che le gambe non diventino pesanti con il passare delle riprese. L’agilità del pugile campano stupisce tutti e, combinata con la velocità e la precisione delle sue combinazioni, diventa un incubo per il rivale e una gioia per gli occhi degli spettatori. Il povero Golovachschenko ci capisce ben poco e non riesce a dare una svolta all’andamento del match, che segna sempre Russo in costante dominio. D’accordissimo anche i giudici, che assegnano al beniamino di casa l’en plein con un verdetto unanime 80-72; 80-72; 80-72.
Ad aspettarlo al varco, ora, ci sarà il kazako Anton Pinchuk, avversario temibile. Il Clemente Russo visto nella serata dell’Alcatraz, però, fa bene a sognare l’olimpiade di Rio 2016.










