Champions Cup, firmato oggi a Londra l’accordo sulla nuova competizione europea. Il presidente della Fir si è detto molto felice, ma l’Italia perderà un posto
Oggi a Londra è stato firmato, dopo due anni di trattative, l’accordo sulle coppe europee che durerà almeno otto anni. A rappresentare l’Italia c’era il presidente della Fir Alfredo Gavazzi, che nelle ultime settimane si era imposto, chiedendo parità di trattamento con Scozia, Galles e Irlanda per la redistribuzione degli utili. Utili che ammontano a circa 20 milioni di sterline nel primo anno. Queste le parole del numero uno del rugby azzurro: “Siamo molto soddisfatti ed orgogliosi per l’accordo raggiunto che si sposa con le nostre volontà e aspettative. Finalmente il rugby italiano riceve un trattamento pari alle altre federazioni di Celtic anche nelle competizioni contentali”.
L’ormai vecchia Heineken Cup lascerà il posto alla Champions Cup, che sarà composta da 20 squadre contro le 24 attuali: 7 provenienti dalla Celtic League, con almeno un rappresentante per Scozia, Galles, Irlanda e Italia; 6 dal Top 14 francese e 6 dalla Premiership inglese. La 20ª squadra, invece, proverrà da un playoff che coinvolgerà, nel primo anno, le settime dei campionati francese e inglese, mentre dalla stagione successiva riguarderà anche l’ottava e la nona di Celtic. La struttura, invece, non subirà variazioni: 5 gironi composti da 4 squadre, si qualificheranno le vincitrici dei gironi e le tre migliori seconde; a seguire i quarti, le semifinali e la finale in gara secca.
A frenare l’entusiasmo di Gavazzi, però, è il posto che perderà l’Italia nella competizione. Con questa formula, infatti, la partecipazione delle squadre italiane sarà ridotta ad una sola: al momento si qualificherebbe Treviso, meglio piazzata in Celtic, con le Zebre che parteciperebbero alla seconda coppa. Anche questa sarà composta da 20 squadre: le 18 escluse dei tre massimi campionati, più due che si qualificheranno da un terzo torneo che si svolgerà a settembre e al quale parteciperanno da 8 a 12 squadre tra club italiani d’Eccellenza e squadre di “nazioni emergenti” come Georgia, Spagna, Portogallo e Romania.









