Manca ancora l’ufficialità, ma all’interno dell’ambiente nerazzurro continuano ad arrivare conferme sull’approdo di Podolski all’Inter. L’ultimo a parlare è stato Roberto Mancini, che poco fa ha risposto live ai messaggi dei tifosi su Twitter.
La domanda più scontata, accompagnata dalla risposta maggiormente attesa, è stata ovviamente quella su Podolski: “I tedeschi all’Inter sono sempre stati importanti e hanno sempre fatto benissimo” ha affermato il tecnico nerazzurro. “Lo conosco bene, può fare diversi ruoli in attacco, calcia benissimo, è un giocatore con grande esperienza e grande qualità“.
Sul suo ritorno all’Inter: “Appena l’Inter mi ha contattato ci ho pensato un po’, poi continuavano a chiamarmi” ha raccontato Mancini. “L’istinto era di non tornare in Italia, ma era difficile dire di no all’Inter. I quattro anni in nerazzurro sono stati bellissimi, piena di difficoltà all’inizio, ma alla fine straordinari. Di solito non si torna mai dove si è fatto bene. E’ una bella sfida, in un momento difficile. E’ stato l’amore che provo per l’Inter a farmi tornare. Non era mia intenzione tornare in Italia“.
L’Inter di Mancini 2.0 non è iniziata nel migliore dei modi: “Gli obiettivi sono quelli che la società si è prefissata all’inizio. Bisogna avere un po’ di pazienza, perdere non fa piacere. Quando si inizia a costruire qualcosa bisogna soffrire un po’. Ci sono similitudini con l’esperienza al Galatasaray. Solo lavorando seriamente si possono raggiungere dei traguardi insperati. L’Inter è sempre stata pazza, è la sua bellezza. Cerchiamo di essere un po’ più regolari che è meglio. L’Inter deve sempre avere la mentalità di poter vincere, anche senza avere la squadra al top” ha affermato il tecnico italiano.
Sui giovani: “Io sono per i giovani, se hanno qualità e merito sicuramente giocheranno – ha spiegato -. Bonazzoli? ha qualità, bisogna ricordarsi che è giovane e quindi deve saper aspettare. Dipende molto dal ragazzo, in tanti si sono persi per strada. Oggi penso che manchi un po’ la serietà fuori dal campo, questo è un lavoro bellissimo che però dura pochi anni“.
Sui ricordi più belli legati a questo sport: “Il ricordo più bello da calciatore è lo scudetto con la Sampdoria, tutte le vittorie da allenatore sono importanti, il primo scudetto con l’Inter è un bellissimo ricordo“.
Mancini si è anche lasciato andare, raccontando aneddoti sulla sua vita privata. “Ho sempre pensato di voler fare il calciatore sin da bambino. Quando non andavo a scuola andavo in falegnameria da mio padre. Forse potevo fare meglio (ride, ndr). Il mio piatto preferito sono i cappelletti, mi piace la musica italiana, la città che vorrei visitare è Sydney, la migliore dove vivere è Roma“.
E i suoi calciatori preferiti? “I giocatori più forti al momento sono 4: Messi, Cristiano Ronaldo, Ibra e Yaya Tourè. Il più forte di sempre? Maradona“.









