Ermir Kodra, ormai ex presidente del Parma, è stato intervistato dall’emittente locale TvParma a proposito della clamorosa cessione delle quote del gruppo capitanato da Rezart Taçi. “Il Parma è stato ceduto ad una società di diritto sloveno con azionisti italiani, sloveni e anche stranieri. La società è stata venduta perchè è la migliore scelta sia per tutelare l’immagine del nostro gruppo, ma anche perchè questa cessione rappresenta la via giusta affinché il Parma possa salvarsi a livello finanziario” ha esordito l’uomo d’affari albanese. “Noi innanzitutto abbiamo trovato una diversa situazione finanziaria da quella prospettataci inizialmente. I nostri progetti erano basati sulla situazione che ci avevano presentato prima della cessione, situazione che non abbiamo ritrovato una volta avvenuta l’acquisizione. Il problema non sta nelle cifre, ma nel fatto che si tratta di una situazione di urgenza per salvare il club“.
In tanti accusano la misteriosa cordata cipriota-albanese di essere scappata, ma Kodra respinge le voci: “Noi non siamo assolutamente scappati. Noi restiamo in Italia, il nostro gruppo vede nel vostro Paese una reale possibilità di investimento; non abbiamo guadagnato nulla, anzi abbiamo speso per restare qui. Abbiamo comunque fatto risparmiare al Parma cifre importanti con il mercato effettuato“.
In chiusura è stato espresso l’auspicio che la situazione si possa risolvere a breve: “Io auguro al Parma che la nuova proprietà aiuti la società, perchè questa ha una tradizione gloriosa a livello calcistico. Faccio gli auguri anche al Direttore Leonardi, perchè è una persona importantissima per il club in quanto ama il Parma Calcio ma anche la città“.
Nel frattempo anche il tecnico Roberto Donadoni, solitamente restio a parlare di argomenti extracalcistici, alza la voce: “Credo sia ora di dire basta a queste vicende societarie. Lunedì prossimo speriamo non ci siano più scadenze rimandate, ma voglio essere ottimista, anche per tutta la gente per bene che lavora al Parma Calcio. Questa città e questa gente hanno bisogno di altro, di una situazione chiara davvero. Io ho sempre cercato di avere rispetto dei ruoli e di dare fiducia alle persone, ma devo dire a nome mio e dei calciatori che la data del 16 febbraio per noi è imprescindibile“.









