Tre le gare giocate nella notte NBA. I Miami Heat espugnano ancora la Time Warner Cable Arena di Charlotte (109-98 finale) chiudendo la serie sul 4-0 e qualificandosi al secondo turno dei playoff. Tutto facile per gli uomini di Erik Spoelstra capaci, dopo un primo tempo chiuso in svantaggio (minimo, 54-52), di ribaltare il match nella ripresa, chiudendo agilmente sino alla sirena finale. Per gli Heat decisivi i 31 di LeBron James, ai quali vanno aggiunti i 17 di Bosh ed i 15 di Dwyane Wade; a Charlotte, priva del suo top scorer (Al Jefferson) ed unica squadra incapace di vincere almeno una partita nei playoff, non sono bastati i 29 di Walker ed i 16 di Neal.
In una delle serie più belle di questi playoff, San Antonio riesce ad espugnare Dallas nel finale (93-89) e ad agguantare il punto del 2-2. Dopo aver chiuso in vantaggio il primo quarto di gioco ed aver inseguito la formazione di Popovich fino all’ultimo periodo, i Mavericks sono riusciti a dar vita ad un nuovo finale punto a punto nel quale, stavolta, a prevalere sono stati gli Spurs: trascinati da un’ottima prova di squadra (6 uomini in doppia cifra) e dall’ottimo apporto dalla panchina di Ginobili (23 punti) e Diaw (17), gli speroni sono riusciti a respingere l’ultimo assalto dei Mavs, ai quali non sono bastati i 20 di Ellis ed i 19 di Nowitzki.
Crolla, invece, un’altra testa di serie come Indiana: i Pacers proseguono sulla falsa riga di un pessimo ed altalenante finale di stagione perdendo in casa 107-97 contro gli Atlanta Hawks, ora in vantaggio 3-2 nella serie e con la possibilità di chiudere la stessa tra le mura amiche della Philips Arena. Avanti nel primo quarto di gioco, gli uomini di coach Vogel sono letteralmente crollati nel secondo quarto, dove un incredibile parziale di 41-19 ha regalato a Mack (20 punti), Millsap (18) e compagni un vantaggio rassicurante e mantenuto, seppur ridotto, fino al termine del match. Decisivi per Atlanta anche gli apporti di Scott (17 punti), Korver (16) e Carroll (15), mentre ad Indiana, numero 1 ad Est e ad un passo da un clamoroso upset, non bastano i 26 con 12 rimbalzi di George ed i 16 di West, Stephenson ed Hill.










