Kevin Durant ha vinto per la prima volta in carriera il titolo di miglior giocatore della stagione regolare. Titolo quasi scontato, viste le cifre pazzesche e la qualità del basket offerto per tutto il campionato dalla stella degli Oklahoma City Thunder.
Miglior realizzatore (a 32 punti di media, massimo in carriera) per la quarta volta nelle ultime 5 stagioni, costante per tutte le 81 partite giocate, ha dimostrato di aver allargato e completato il suo gioco a 360°, salendo a 5,5 assist di media, nuovo massimo della sua avventura tra i professionisti dove è sbarcato come seconda scelta assoluta al draft 2007.
Uno dei capitoli più importanti della sua regular season, è stato la striscia di 41 partite con almeno 25 punti a referto, una serie così lunga negli ultimi 50 anni non era riuscita nemmeno a Michael Jordan (si era fermato a 40). Il tutto in una stagione che lo ha visto anche capace di mettere a segno 3 triple doppie, 27 doppie doppie, 2 gare sopra i 50 punti (il massimo restano i 54 del 17 gennaio contro Golden State), 14 sopra i 40 e 47 sopra i 30,
Adesso però a KD spetta l’impresa più dura, riuscire a conquistare l’anello di campione Nba, obiettivo che, nonostante la sua tradizionale pacatezza ai microfoni, continua ad inseguire apertamente: “Per me vincere il titolo conta più di tutto, è quello che sogno fin da bambino. Arrivare fino a questo punto è stato un lungo viaggio, e mi ricordo ancora quando da bambino la gente mi diceva che non avrei mai potuto giocare in Nba, che non avrei mai potuto vincere l’mvp. Ma a fine stagione, quando rifletterò su quello che ho fatto, i risultati di squadra conteranno di più dei premi individuali”.
L’era di Kevin Durant è appena iniziata e vuole proseguire, l’Nba è avvisata.










