Marco Van Basten, ex idolo e centravanti rossonero, ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Sky Sport 24, analizzando la situazione del Milan. Il “Cigno di Utrecht”, vede in Roberto Donadoni, compagno di mille avventure ai tempi di Sacchi e di Capello, la guida ideale per ridare vigore all’ambiente rossonero, in quanto tecnico esperto e già navigato oltre che conoscitore del mondo del mondo Milan.
Bocciato dunque Clarence Seedorf, con il quale va ricordato, Van Basten non ha mai avuto un ottimo rapporto durante il suo periodo alla guida della nazionale olandese, culminato con l’ esclusione dell’ex Botafogo dai convocati per il mondiale del 2006.
“La differenza tra fare il calciatore e l’allenatore è grande – spiega Van Basten durante l’intervista – Il tecnico deve guidare la squadra, parlare, comandare e dal punto di vista della disciplina è un’altra cosa, il giocatore deve solo giocare. Se avessi dovuto decidere io, in una situazione non facile come quella del Milan, avrei scelto un allenatore con più esperienza. Donadoni ne ha molta di più e può guidare una società complicata come quella rossonera, io farei questa scelta, anche se magari Inzaghi ha tanto talento, però per capirlo bisogna dargli la possibilità e tempo”.
Da ex attaccante di razza, Van Basten viene interrogato anche sulla questione Mario Balotelli, croce e delizia del Milan dell’ultimo periodo. “È un buon giocatore, uno che sa fare la differenza e segnare. Ma se vuole diventare un grande giocatore in ogni partita deve dimostrare di essere il migliore. È una questione di mentalità. È un fuoriclasse? Assolutamente. Ma per diventare un campione serve anche altro”.









