Macerata volley: scopriamo i punti forti della prima finalista
Abbiamo già scoperto chi sarà una delle due finaliste dei Playoff scudetto: la Lube Banca Marche Macerata. In vetta alla classifica fin dalla prima giornata di Regular Season, la squadra di Giuliani, nonostante il momento no subito nelle ultime uscite prima dei playoff, si è dimostrata ancora una volta cinica, decisa e motivata nel raggiungere l’ultimo obiettivo rimasto, dopo le eliminazioni in Champions League e Coppa Italia.
Ma quali sono i punti forti della squadra marchigiana?
Senza dubbio, lo zar: Ivan Zaytsev. L’opposto della nazionale italiana, infatti, ha raggiunto un livello tale di maturità da poter risolvere addirittura le partite da solo. Potente e carismatico, è uno dei migliori nel suo ruolo in Italia e forse anche nel mondo. Ha iniziato la sua carriera da palleggio, ruolo che era di suo padre, per poi cambiare e venire schierato come schiacciatore. E’ un giocatore così duttile, però, che, viste le esigenze della sua squadra, ormai sono anni che gioca come in posto 2, regalando sempre ottime prestazioni.
Anche in banda, però, la Lube può contare su grandissimi giocatori: Simone Parodi e Jiri Kovar. Entrambi, nella loro carriera, sono stati vittime di gravi infortuni, che li hanno costretti fuori dal terreno di gioco per un lungo periodo di tempo. Entrambi, però, hanno trovato la forza di tornare a giocare e si sono ripresi il posto, dimostrando grande tenacia. Kovar, tuttavia, ha avuto un problema a un ginocchio in gara2, che gli ha impedito di finire la partita e di giocare da titolare quella dopo. Giuliani ha una formazione così competitiva, però, che anche il sostituto, Bartozs Kurek, non ha per nulla fatto rimpiangere l’assenza del suo compagna di squadra, dando un grande aiuto ai suoi in gara3.
Per non parlare della coppia di centrali tutta made in Serbia: Marko Podrascanin e Dragan Stankovic. Sono una delle coppie di zona 3 più forti in circolazione: forti in attacco, a muro e anche al servizio. Entrambi, hanno grinta da vendere e, nei contrasti a rete, di certo non si tirano indietro.
Su Michele Baranowicz, invece, sono tante le parole da spendere: 23 anni e il talento di un veterano. Dopo l’addio di Travica, ha preso lui in mano la squadra e ha saputo dirigere il gioco alla perfezione, senza sbavature e con grande tecnica. La Lube, come la nazionale italiana, ha trovato un ottimo regista, che sicuramente in prospettiva farà grandi cose.
Hubert Henno ha alle spalle una carriera che parla da sola: uno dei liberi più forti in circolazione, perfetto sia in ricezione sia in difesa. Tiene il campo in maniera superlativa e mette in scena dei recuperi stratosferici, pur di non far cadere la palla a terra. Il ruolo del libero è il più difficile: hai il dovere di non fare mai toccare il pallone sul terreno e i tuoi compagni devono avere piena fiducia in te, devono sapere che, anche se loro non riescono ad intervenire, c’è sempre la possibilità che tu possa salvare il punto. Henno, dietro, dà sicurezza ed è uno spettacolo per gli occhi.
Poi, c’è Alberto Giuliani, l’allenatore. Dopo la sconfitta in semifinale di Coppa Italia, ha rassegnato le dimissioni, perché non credeva possibile di non riuscire a centrare un altro obiettivo dopo l’eliminazione dalla Champions, ma i suoi ragazzi credono così tanto in lui che la società gli ha impedito di andare via. Quale regalo migliore, per un allenatore che ci tiene così tanto, della conquista del tricolore?









