La Lazio, rimasta orfana di Djordjevic, non è riuscita a concludere la trattativa con la Sampdoria per Gonzalo Bergessio prima della fine del mercato invernale. Ai microfoni di Radio IES, Igli Tare ha raccontato i retroscena di questa trattativa: “In passato abbiamo commesso degli errori e ne siamo consapevoli. Alcune cose potevano esser fatte diversamente. Sbaglia chi lavora e noi vogliamo imparare dal passato. La cosa che posso garantire è che abbiamo sempre operato in buona fede. Ringrazio tutte le persone che domenica erano a Cesena e ogni partita ci accompagnano allo stadio, mi auguro di poter festeggiare insieme a loro qualcosa di importante”.
Il ds biancoceleste ha, poi, parlato del presente e del futuro della Lazio, rivelando un piccolo retroscena di mercato. Queste le sue dichiarazioni riportate da Tuttomercatoweb.com:
LEDESMA – “Ho parlato domenica sera con il direttore sportivo dell’Inter per approfondire la situazione di Ledesma e mi ha detto che Mancini non aveva deciso se puntare su di lui. Avrebbe preso la decisione il lunedì e mi avrebbe chiamato se fosse stata positiva. Non è arrivata nessuna chiamata. Non è assolutamente vero che la Lazio ha chiesto un milione e mezzo per la sua cessione così come non è scontato che lo avremmo ceduto visto che avremmo dovuto trovare un sostituto alla sua altezza. Ledesma è un giocatore importante e il suo percorso alla Lazio lo dimostra. Con i giocatori di questo spessore, Dias, Biava, Mauri, Klose e Brocchi, ci siamo sempre seduti nel momento opportuno per discutere il prolungamento del contratto. Lo faremo anche con Ledesma”.
ATTACCANTE – “So che circola la voce di un attaccante già bloccato dalla Lazio per giugno. E’ giunta anche a me come il nome di Gignac. Vi posso confermare che non è mai stato contattato. Io ogni anno programmo la stagione successiva valutando tutti gli aspetti. Avremo Klose Perea e Djordjevic e quello che posso dire è che sto monitarando tante situazioni per ogni reparto per affrontare gli impegni che ci aspettano la prossima stagione e per migliorare la squadra”.
MORRISON – “Le qualita di Morrison sono fuori dalla norma. L’ ho seguito a lungo e conosco bene la sua storia. Prima di decidere ho contattato personalmente il giocatore per capire qual era la situazione e mi ha spiegato tutto anche i problemi del passato legati a questioni personali. Ho parlato chiaro con lui, la mamma e il procuratore su quello che vogliamo da lui a livello caratteriale prendendo tutte le precauzioni del caso. Sarà una sfida non nascondo che ci potranno essere delle difficoltà ma mi fido del ragazzo e del buon lavoro che può fare la Lazio insieme a lui. Mi ha colpito perchè non rispecchia la filosofia del calcio inglese ma è l’espressione più alta del calcio di alto livello. Dobbiamo imparare tutti dagli errori del passato. Quello che è successo con Zarate deve essere un monito. Quando si accende la fantasia dei tifosi c’è sempre il rischio che un ragazzo così giovane possa sentirsi immortale ed invincibile. Si è data spesso alla società la colpa di non essere riuscita a gestirlo, la sua storia ha dimostrato che gli stessi problemi si sono verificati altrove per i suoi errori e quelli del suo entourage, ma sono sicuro che può ancora dimostrare tutto il suo valore. Tutti quanti, compresi i tifosi e i media, dobbiamo essere bravi a controllare i nostri giudizi anche per non creare problemi all’interno di un gruppo. Le vittorie si costruiscono con lo spirito di gruppo. Per me non conta il nome scritto dietro le magliette, per me conta quello che c’è davanti. E lì c’è scritto Lazio. Chi veste questa maglia deve sentirsi onorato di giocare con una grande squadra e rappresentare questi colori. Morrison, se tutti danno il loro contributo, può diventare davvero importante. Abbiamo provato a portarlo a Roma con qualche mese di anticipo per farlo allenare consentendogli di ambientarsi ed imparare la lingua. Non è stato possibile e probabilmente andrà sei mesi in prestito a giocare e sarà pronto per venire da noi a giugno”.
MAURIZIO – “Mauricio sarebbe arrivato anche se avessimo preso Hoedt a gennaio. Era già stato valutato il suo acquisto in estate insieme al nome di Gentiletti. Poi abbiamo fatto delle valutazioni e abbiamo preferito l’argentino perché ci servivano determinate caratteristiche, una guida difensiva mancina. Però avevamo deciso di prenderlo in questo mercato o nella prossima sessione estiva. Adesso avevamo la necessità di trovare sul mercato un difensore esperto per sopperire agli infortuni che abbiamo subito. Hoedt avrebbe avuto bisogno di inserirsi e quindi l’acquisto di Mauricio prescinde dal suo arrivo a Giugno”.
PIOLI – “Già dai primi giorni del ritiro ho capito che si trattava della scelta giusta. Capace di trasmettere l’idea di calcio che avevamo in mente di realizzare. Nelle prime giornate ci sono state un po’ di difficoltà, i risultati stentavano ad arrivare ma ci siamo stretti intorno al nostro allenatore e abbiamo superato il momento. Era già chiaro ed evidente che la squadra era sulla strada giusta, la filosofia di gioco e lo spirito dimostrato sul campo era evidentemente quello che auspicavamo. Pioli è stato fondamentale per la costruzione della mentalità e la costruzione della squadra. Il salto di qualità non è solo tecnico dobbiamo avere più determinazione voglia e cattiveria quando affrontiamo squadre più deboli. Pioli ha dimostrato di saper gestire una piazza così difficile e di saper dare quella convinzione necessaria per raggiungere obiettivi che nessuno si aspettava ad inizio campionato”.
RIMPIANTO DI MERCATO – “Rafinha del Barcellona. Sarebbe venuto alla Lazio, aveva accettato il trasferimento in estate, era tutto fatto. Purtroppo Luis Enrique ha sconvolto tutti i piani. Quando i blaugrana hanno scelto di puntare su di lui Rafinha è diventato incedibile. Sarebbe stato un colpo importante, avrebbe alzato il livello tecnico di questa squadra”.









