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DOPING – Carolina Kostner si difende: “Per il bene di Alex, non lo avrei mai coperto!”

DOPING – Carolina Kostner si difende: “Per il bene di Alex, non lo avrei mai coperto!”

Kostner difesa squalifica

A cinque giorni dalla pesantissima richiesta di squalifica da parte della Procura Antidoping del CONI, parla Carolina Kostner che dalle pagine del Fatto Quotidiano difende la sua posizione definendo inaccettabile la lunga richiesta di squalifica: “Se avessi saputo che Alex si dopava per il suo bene innanzitutto, l’avrei convinto a confessare. Io non mi sono mai dopata, non ho mai aiutato Alex a farlo, e non ne ho saputo nulla fino a che il test è tornato positivo».

“Com’è possibile che chiedano una punizione più alta per me rispetto a tanti atleti squalificati per doping -si interroga la pattinatrice -. La questione non è fino a che punto ci si spinge per amore, perché se avessi saputo che Alex si dopava, per il suo bene innanzitutto, l’avrei convinto a confessare. L’accusa di averlo coperto è per me insopportabile». Poi aggiunge:” «Ho saputo della sua positività solo quando me l’ha detto in faccia. Cioè dopo che erano arrivati i risultati del test. Quando ho saputo della positività di Alex, mi sembrava impossibile che il motivo fosse il doping. Sono uscita di casa prima che potesse darmi alcuna spiegazione, senza dirgli una parola. Non avevo nemmeno il coraggio di chiedere. Vivevo un panico che non avevo mai provato prima». La richiesta è apparsa fin da subito esagerata per un’atleta che non è risultata dopata e che soprattutto si trovava coinvolta in una vicenda che non la trovava libera mentalmente.Kostner difesa squalifica
Così la Kostner, qualsiasi cosa potrà dire la sentenza, potrebbe decidere di non gareggiare più per i colori azzurri: “Le medaglie per cui ho sacrificato così tanto, le ho ottenute anche per l’Italia . Fino a oggi ho rappresentato il mio Paese, da domani potrei pattinare solo per me stessa portando opere e spettacoli in tutto il mondo, come sto facendo in questi mesi. Il mio futuro è sui pattini, perché quello è il mio ambiente, e lì io sono a casa“.

Intanto il Presidente del CONI Malagò si dice distrutto dalla vicenda essendo emotivamente coinvolto come amico di Carolina ma vuole difendere anche la sua istituzione: “Quale colpa ha il CONI? Quello di aver  rispettato le leggi.“Kostner difesa squa

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Alberto Ponte

Studio giurisprudenza a Genova e mi piace collezionare...passioni. Amo viaggiare, mangiare e leggere. Inoltre sono un tifoso dello sport, dei suoi annedoti e delle sue storie. "Lo sport è cultura, speriamo continui ad esserlo" [Livio Berruti]