Lo Sport 24 ha realizzato un’intervista esclusiva a Ewa Brodnicka, ragazza che si sta facendo pian piano strada nella boxe in rosa europea e non solo. Numero 1 nei superleggeri in Polonia e 11 a livello mondiale, la 31enne atleta polacca (8-0-0) ha accettato di incontrarci nella centralissima via Nowy Świat di Varsavia per fare due chiacchiere. La capitale è ormai la sua città di adozione: pur essendo nata a Nowy Dwór Mazowiecki, infatti, vive lì da ormai 10 anni.

1) Com’è nata la passione per la boxe? Perchè hai scelto questo sport?
Ho iniziato a combattere a 21 anni come dilettante, passando a pro a 28. Mio padre è un professore all’accademia d’educazione fisica di Varsavia, quindi ho fatto sport sin da quando ero piccola. Perchè la boxe? Sono cresciuta con i miei fratelli, e già da piccola lottavo con loro e con qualche amico. È uno sport che dà molta adrenalina. All’inizio, quando impari la tecnica e stai ore davanti ad uno specchio, è noioso. Quando cominci a fare sparring, però, senti l’adrenalina e diventa… interessante.
2) Quali sono i tuoi prossimi impegni sul ring?
Mi sto preparando per l’evento PolSat Boxing Night, che si disputerà il 26 settembre a Łódź. Sarà una serata che vedrà sfidarsi solo pugili polacchi. Un paio di settimane prima ero sicura di poter combattere con Ewa Piątkowska. Sarebbe potuto essere il primo big match femminile in Polonia, ma lei ha rifiutato di incrociare i guantoni. Ora è solo ‘lotta’ verbale: lei dice che mi ha già sconfitto, che mi potrebbe battere quando vuole… Insomma, tanto trash talking. Non abbiamo mai avuto un match, solo sparring due anni fa. Io ero più forte di lei, quindi non ha nessuna base che sostenga quello che sta dicendo.
Mariusz Wach è nella mia stessa situazione: non vuole tanti soldi, vuole semplicemente combattere con qualche pugile polacco. Il problema, però, è che non riesce a trovare nessuno disposto ad affrontarlo: uno è infortunato, l’altro è troppo esoso… La verità è che semplicemente hanno paura di lui. Tornando a me, se non sarà con la Piątkowska, il mio promoter credo che mi organizzerà un match per la cintura.
3) Per quale cintura ti piacerebbe combattere?
Mi piacerebbe combattere per una qualche cintura, non importa la sigla. Ho già vinto nel 2014 il titolo intercontinentale WBF, anche se poi non l’ho nemmeno difeso. Quest’anno, poi, ho vinto la cintura polacca. Ora è il momento di combattere per una cintura più importante: magari iniziando dal silver per poi passare a quella principale. In ogni caso, penso che ci sia la possibilità concreta che quest’autunno possa combattere per un titolo. Ma il mondo della boxe cambia velocemente…
4) Nel match contro la Gentili ti abbiamo visto cambiare strategia, modellandoti sull’avversaria. Qual’è il tuo stile di boxe?
L’ultimo match, contro Monica Gentili, (Clicca qui per la cronaca) mi ha messo per la prima volta di fronte ad un’avversaria difficile. Credo sia giusto continuare per questa strada, affrontando rivali stimolanti che vengano per vincere. Prima di combattere contro Monica adottavo uno stile aggressivo. Con lei, dopo 3 o 4 round nei quali vedevo che non riuscivo a dare il meglio, ho cominciato ad adottare una tecnica diversa, attendendo per poi colpire d’incontro. Comunque si, a volte mi piace attaccare e a volte attendere, dipende dall’andamento del match.

5) A chi t’ispiri per la tua boxe? Qual’è il tuo idolo?
Floyd Mayweather. È intelligente! Tanti suoi sfidanti prima del match promettono di spaccargli il muso, per poi far la figura dei bambini quando lo hanno di fronte. In questo sport è importante anche usare il cervello, non solo “andare in guerra”. Questo è il tipo di pugilato che piace a me. Contro Pacquiao non ci sono stati molti contatti, ma è stata boxe intelligente. Credo che ci debba essere il giusto mix. Ora, però, sto leggendo anche l’autobiografia di Mike Tyson, e sto prendendo ispirazione anche da lui. Entrambi, comunque, sono modelli da seguire solo sul ring, e non per quanto riguarda la loro sfera privata.
6) Ormai sei Varsaviana di adozione, ma non hai mai combattuto nella capitale polacca. Come mai? Ti piacerebbe? A quando un match fuori dai confini nazionali?
Varsavia non è una città per il pugilato, almeno per il momento non si organizzano grandi eventi. Non ho mai combattuto qui nella capitale, e nemmeno nelle vicinanze. Mi piacerebbe, visto che potrei avere maggior seguito di pubblico, con anche i miei amici a sostenermi. Chissà, forse nel futuro… Un match all’estero? Perchè no!? Se arriveranno delle buone proposte, mi piacerebbe.
7) Come sono stati i primi tempi? È stato difficile per te entrare nel mondo della boxe?
Sin da quando ho cominciato avevo in mente di diventare Pro, anche se non era facile: in Polonia , soprattutto all’epoca, si investiva poco sulla boxe in rosa. Il primo incontro da Pro me lo sono pagato di tasca mia. Dopo aver trovato il primo contratto (che non era affatto buono), altri promoter si sono affacciati e ho così cominciato seriamente la mia carriera da Pro. Ora le cose vanno meglio, nel mio piccolo sono diventata una celebrità: sono anche andata ad un programma di cucina in tv.
8) Quanto tempo impieghi nel preparare un match?
Per studiare l’avversario un mese, ma la preparazione al match è all’incirca di due mesi.
La redazione di LoSport24 ci tiene a ringraziare la disponibilità e la simpatia dimostrata da Ewa Brodnicka. Rivolgiamo a lei i migliori auguri dentro e fuori dal ring. Inoltre, ringraziamo sinceramente B.I.L.O Poland (sponsor della pugile), nella persona di Marco Beniamino Brioschi, per aver agevolato la riuscita dell’incontro e dell’intervista. Infine, siamo grati ad Ewa per la concessione delle immagini presente nell’articolo.









