Un sinistro che allontana le critiche e regala il derby all’Inter, ma anche tanta fiducia a Fredy Guarin, un giocatore che, nonostante un rapporto complicato con i tifosi, dimostra ancora una volta il grande attaccamento alla maglia nerazzurra.
ALTI, BASSI E POSSIBILI ADDII – Fredy Guarin era arrivato all’Inter nel gennaio 2012, ma l’infortunio al polpaccio destro lo aveva costretto a ritardare l’esordio fino ad aprile. Da subito apprezzato dai tifosi per la sua forza fisica e i lampi che gli permettevano di fare la differenza, ben presto si ritroverà in un vortice di giudizi negativi che sembra inghiottirlo. Infatti, nel 2014 è vicino ad uno scambio di mercato con la Juventus, ma l’operazione viene bloccata, in extremis, dall’intervento del presidente Erick Thohir, sollecitato dalle proteste della folla nerazzurra. Da questo momento, però, si rompe qualcosa nel rapporto tra Fredy Guarin e i tifosi. Il centrocampista continua ad alternare grandi prestazioni a momenti di vuoto e il pubblico di San Siro sembra non tollerare neanche il minimo sbaglio del colombiano che arriva addirittura a fare un segno di stizza nei confronti dei tifosi, colpevoli di averlo fischiato tutta la partita, nell’Inter-Fiorentina di due stagioni fa.
MANCIO-REVOLUTION – Dopo le scuse, Guarin continua a lavorare a testa bassa per cercare di ricucire il rapporto con i propri tifosi, ma è con l’arrivo di Roberto Mancini che, almeno da parte del giocatore, sembra arrivare una svolta. Il tecnico, infatti, gli dà fiducia e lo elegge come uno degli incedibili della sua Inter, tanto da schierarlo sempre nel suo centrocampo. Non è finita qui perché, a differenza di Mazzarri, che pretendeva una copertura difensiva non consona alle caratteristiche del colombiano, il Mancio gli chiede maggiori incursioni dentro l’area avversaria, dote che aveva dimostrato appena arrivato in Italia, durante l’anno di Stramaccioni, probabilmente il suo miglior periodo con la maglia nerazzurra. Proprio per permettergli di esprimersi meglio, il tecnico jesino gli ha affiancato due centrocampisti di copertura e non più uno di inserimento. La nuova iniezione di fiducia rigenera il colombiano, che si è sempre detto comunque attaccato alla maglia nerazzurra e non è stato mai desideroso di lasciare Milano, nonostante il malumore, spesso palesato eccessivamente, dei tifosi interisti. “Mancini mi ha sempre espresso la volontà che io rimanessi e anche io. Al di là delle voci di mercato, la mia testa è sempre stata qui”, queste le parole di Fredy Guarin sulla sua permanenza all’Inter. Forse era proprio di questo che il colombiano aveva bisogno: fiducia e continuità.
UOMO DERBY – Che strana la vita. Fredy Guarin salta la prima partita di campionato per un leggero infortunio, vive la seconda da capitano dell’Inter (per l’assenza di capitan Icardi) ed è decisivo con un assist e un rigore procurato, ma la vera apoteosi arriva alla terza giornata, nel derby che poteva affossarlo. Inter-Milan è sempre una partita difficile, in un clima infuocato e di fronte a un pubblico, soprattutto quello nerazzurro, sempre esigente. Fredy Guarin, però, si è preso San Siro con un sinistro allo scoccare dell’ora di gioco che ha regalato una vittoria importantissima alla sua Inter: 3 punti nel derby, ma soprattutto la vetta solitaria a punteggio pieno. “Stiamo riportando l’Inter in alto, stiamo dimostrando che questa squadra ha grande valore. Scudetto? E’ molto presto, pensiamo partita dopo partita. Questo gol, però, resterà nella storia”, ecco le parole del Guaro a fine match. Probabilmente i tifosi dovrebbero cominciare ad apprezzare un giocatore che, nonostante gli alti e i bassi, ha sempre lottato per la maglia nerazzurra e ha dimostrato che ha i colpi e le potenzialità per poter essere un grande campione.









