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TOUR DE FRANCE: Alberto Contador e quella maledizione “gialla”

TOUR DE FRANCE: Alberto Contador e quella maledizione “gialla”

23 luglio 2010, Parigi. Alberto Contador è un uomo felice. Ha appena conquistato il suo terzo Tour de France. Gli Champs Elysées sono di nuovo pronti a festeggiarlo. È il secondo anno consecutivo in cui il Pistolero indossa la Maglia Gialla. Questa volta è stata più dura rispetto al 2009. Andy Schleck, secondo classificato, ha disputato forse la sua miglior corsa a tappe ed ha sfiorato il successo finale per 39’’. Contador si gode la festa in casa Astana. Non può sapere che quella sarà l’ultima volta sul podio del Tour de France.

Nei mesi successivi arriva la bufera: il campione spagnolo risulta positivo al clenbuterolo in un controllo antidoping. Alberto si difende affermando di essere stato contaminato da una bistecca di manzo. La vicenda si trascina nei tribunali, tra assoluzioni parziali (Federazione Spagnola) e colpevolezza (secondo la Wada). Dopo quasi due anni, la vicenda si conclude con la perdita di quel Tour a favore di Schleck.

Quel caso sembra inaugurare una sorta di maledizione gialla per Contador. Il campione si presenta ai nastri di partenza della corsa francese nel 2011, crollando nell’ultima settimana e perdendo per la prima volta un Grande Giro a cui aveva preso parte. Risultato comunque cancellato dalla sentenza del 2012. Nuovo tentativo nel 2013, un annus horribilis per il Pistolero: quarto posto, travolto dalle frullate di Froome e staccato da Quintana e Rodrìguez.  Il 2014 può essere l’anno buono per sua stessa ammissione. Invece, lo scalatore spagnolo viene respinto dal pavé ed abbandonato dalla buona sorte. Il Tour finisce con una microfrattura alla tibia, che non pregiudicherà la vittoriosa Vuelta. Nel 2015, Contador arriva alla Grande Boucle avendo vinto il Giro d’Italia. Ancora una volta le salite francesi gli precludono un tris, tanto sognato quanto meritato per la grinta e l’impegno messi in mostra.

Quest’anno la Buona Sorte si è scordata in fretta di lui, abbandonandolo già nella prima tappa, con una brutta caduta. Dopo una settimana il Tour di Contador si è clamorosamente concluso, nuovamente senza soddisfazioni. La delusione di Alberto è evidente. Questa poteva essere la Grande Boucle della rivincita, la sua riscossa. E invece no, il sortilegio, che dal 2010 pare attanagliarlo, non lo lascia tranquillo e si ricorda puntualmente di lui ogni volta che il Pistolero si mette in testa la straordinaria idea di riconquistare la Maglia Gialla. Una maledizione che sembra impossibile da superare.

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Federico Mariani

Nato a Cremona il 31 maggio 1992, sono laureato in Lettere Moderne e studio Storia d'Europa presso l'Università di Pavia. Sono appassionato di sport, con una preferenza per il ciclismo. Sogno di far diventare questa passione il mio lavoro.