Cessioni Inter: in casa nerazzurra si pensa al mercato in uscita
L‘Inter di Erick Thohir inizia a prendere forma. Mentre la squadra tiene bene botta in Guinness Cup, Piero Ausilio lavora a perdifiato per completare quanto prima la rosa della prossima stagione. Sul capitolo acquisti, ci siamo: pur in mezzo a mille difficoltà e con risorse limitatissime, l’ex braccio destro di Marco Branca sembra aver centrato quasi tutti gli obiettivi prefissati, con le ultime due trattative, Osvaldo e Medel, in via di definizione. Eventuali colpi futuri, infatti, dipenderanno da occasioni last-minute, ma soprattutto dalle cessioni.
Ecco, appunto, le cessioni: diciamo bene ma non benissimo, urge una decisa accelerata su questo fronte. Chi mastica anche solo in parte calciomercato, sa che si tratta di uno storico problema per le squadre italiane, tenute sostanzialmente in ostaggio da contratti milionari o da giocatori che, imperterriti, rifiutano ogni destinazione alternativa. Prendete Saphir Taider: riscattato per pochi spiccioli dal Bologna, l’algerino viene puntualmente inserito in ogni trattativa che l’Inter imbastisca per un nuovo acquisto; ci ha provato il Rubin Kazan (affare M’Vila), che gli offriva un sostanzioso ingaggio e un ruolo da protagonista: respinti con perdite; ci prova ora il Southampton (trattativa Osvaldo), con la visibilità della Premier League e un posto da titolare: devo pensarci, vi faccio sapere. E’ dura.
Altro caso spinoso è senz’altro quello di Fredy Guarin: ancora scottato dal mancato passaggio alla Juventus e risarcito con un cospicuo rinnovo e adeguamento di contratto, la sua cessione garantirebbe all’Inter la possibilità di aggiungere un ulteriore tassello di super-qualità, con ogni probabilità in attacco. Con il colombiano, però, si scherza pochissimo: ha fatto simpaticamente sapere, infatti, che lascerà l‘Inter solo per un top club, escludendo così le squadre di fascia medio-alta (i vari Wolsburg e Zenit di questo mondo, per intenderci) potenzialmente interessate ed in grado di soddisfare le sue richieste economiche. “Grazie Fredy, sei un amico“, avrà pensato il buon Ausilio.
A complicare ulteriormente le faccende, poi, aggiungete una lista di giocatori letteralmente in rampa di lancio verso nuovi lidi: Kuzmanovic, Campagnaro, Schelotto e Silvestre i principali. Talenti non necessariamente cristallini, reduci da stagioni deludenti e con ingaggi da top team. Insomma, un cocktail di credenziali non proprio esplosivo che li rende difficilmente piazzabili sul mercato. Bisogna provarci però, perché questo è l’input chiaro e netto trasmesso da Mazzarri e soprattutto da Thohir.
E allora auguri Ausilio, buon mese di agosto.









