Calciomercato Serie A 2014/15 : mentre l’Europa spende e spande, la Serie A si accontenta degli “scarti” delle Big europee. Ma sarà poi una così cattiva scelta?
L’estate del calciomercato europeo è calda, anzi caldissima. Le big europee hanno già presentato di fronte a stadi stracolmi e folle in visibilio giocatori dalla classe sopraffina e dal portafoglio sempre più pieno di banconote di grosso taglio.
Anche quest’anno Real Madrid, Barcellona, PSG & co. non hanno badato a spese, staccando assegni pesanti di “vagonate” di milioni, con dietro fideiussioni che, se non fosse questo il mondo del calcio, farebbero tremare le banche che le hanno concesse.
Questo, però, è proprio il mondo del calcio, dove viaggiano milioni di conto corrente in conto corrente come se fossero bruscolini, convinti che poi tutto ritorna in cassa, visto che i club sopracitati hanno fatturati enormi.
L’Italia, invece? La Serie A “vivacchia” sul mercato, cercando gli affari a buon prezzo, cosciente che cifre sopra i 50 milioni (ma anche meno) non le potrà mai sborsare. Ecco quindi che si ripiega sui giocatori che quelle big, dopo averli presi a peso d’oro, non ritengo più funzionali al progetto, accantonandoli e mettendoli sul mercato. Non bisogna mordersi la lingua parlando di scarti. La parola, per quanto possa essere dispregiativa, indica la realtà della Serie A, ben lontana dai fasti in cui era la regina d’Europa.
Ecco, quindi, che le big italiane si rinforzano con parametri zero o formule ogni anno più complicate per dilazionare l’uscita di quei liquidi che già sono pochi. Sono soprattutto le milanesi a piangere, con un occhio al conto in banca e l’altro pure.
L’Inter riparte dal parametro zero Vidic e dai prestiti di M’Vila e Medel (ancora in via di definizione, ndr), supplicando il Manchester City di lasciar andare, a buon prezzo si intende, quel Jovetic che con la Viola aveva incantato a tal punto da convincere gli arabi a pagarlo una cifra intorno ai 30 milioni.
Il Milan s’è risvegliato da un bel sogno quando è suonata la sveglia dell’Atletico Madrid, che si è accaparrato Mandzukic sorridendo beffardamente agli impotenti rossoneri. In via Rossi si sono consolati con gli scarti del PSG, Alex e Menez, arrivati a parametro zero grazie alle manovre di un Galliani che ormai ci ha fatto l’abitudine a mendicare.
La Juventus riparte da Morata, che se non era per Alexis Sanchez sarebbe probabilmente sbarcato alla corte di Wenger; Da Evra, altro ex Red Devil a parametro zero; e da un nuovo allenatore, Allegri, perché Conte aveva capito che l’ Europa non si può conquistare con i prestiti con diritto di riscatto; Per quanto validi possano essere, intendiamoci.
Capitolo Roma: i giallorossi, più che spendere, investono oculatamente su giocatori funzionali ad un progetto che, con Garcia, ha finalmente preso forma, puntellando anche lei la rosa con lo scarto del Chelsea, Ashley Cole.
Il Napoli, invece, è la più europea di tutte. Sia chiaro, anche Roma e Juventus sul mercato, in fin dei conti, si muovono bene, eccome. Ma a De Laurentis, da buon uomo di spettacolo qual è, piace fare i colpi di scena, ed ha un allenatore, Benitez, che non è famoso per richieste morigerate. A Castel Volturno il mercato si fa, “gonfiando” magari qualche nome che, in realtà, è più da operaio che da primadonna. E anche sotto il Vesuvio se ne stanno accorgendo, visto che i tifosi cominciano a chiedere al patron di smettere di partecipare e cominciare a vincere.
Quindi, tutto perduto? Niente affatto. Banalmente, ci si può aggrappare all’esempio dell’Atletico Madrid, che seminando poco ha raccolto tanto.
Ma si possono fare esempi più concreti e made in Italy, di ferraglie che, rispolverate, hanno abbagliato con la lucentezza dell’oro più prezioso:
Tevez, in rotta con il City, ha scelto la Juve per rilanciarsi, e non si può dire che non sia un giocatore di classe mondiale, come ce ne sono pochi in giro.
Callejòn, rinato al Napoli, dimostrando perché Mourinho era rimasto così stregato da lui, tanto da portarlo a Madrid, dove però non c’era spazio per lui.
Ibrahimovic, deludente a Barcellona, è tornato schiacciasassi in Italia con il Milan, che poi lo ha venduto al PSG di cui è ora leader assoluto.
Sneijder, che da uomo di seconda fascia al Real Madrid, ha trascinato al triplete un’ Inter piena di scarti. Su tutti: lo stesso olandese ora al Galatasaray; Eto’o, cacciato dal Barça per abbracciare lo svedese di cui sopra; e Lucio, offerto dal Bayern a cui si mormora i nerazzurri avessero chiesto Van Buyten.
Niente è perduto, quindi. Con un occhio al bilancio, quest’ultimo mese di calciomercato può riservarci ancora vecchie lampade che, una volta strofinate, possono far uscire incredibili geni.









