Il tecnico della Juventus, Massimiliano Allegri, rilascia una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport dove ripercorre la stagione appena conclusa con la sua squadra e parla del futuro bianconero.
Prendersi un anno sabbatico dopo la scorpacciata di quest’anno non è da lui: “Ora va di moda l’anno sabbatico, ma io l’ho già fatto l’anno scorso. Ho passato sei mesi senza lavorare e mi sono bastati. Adesso sono in vacanza con la voglia di partire subito forte a luglio, lavorando con gente motivatissima. Voglio evitare il rischio del periodo di down che tante squadre hanno dovuto attraversare dopo una stagione eccezionale“.
Visto l’anno appena trascorso, con la vittoria del Campionato e della Coppa Italia e la finale di Champions League, potrebbe aver paura di fare soltanto peggio il prossimo anno: “No, perché la Juve può crescere molto e non mi riferisco ai risultati. La ricerca del successo è implicita se lavori alla Juve, ma c’è tanto da fare e questa sarà un’estate cruciale. Non dobbiamo pensare ai risultati, ma a migliorare noi stessi. Gli obiettivi poi sono i soliti: scudetto, coppa Italia e sogno Champions che va avanti. Il primo obiettivo è fare la storia conquistando il quinto scudetto consecutivo: la Juve ci è riuscita soltanto negli anni Trenta ed era un altro mondo. Però il club vuole consolidarsi in Europa, nell’élite dove siamo entrati prepotentemente“.
Poi arriva il momento di affrontare l’argomento Berlino: “Una bella partita, una delle più belle finali europee degli ultimi anni: ricordiamoci che il grande Manchester United con il Barça non passava la metà campo. Noi invece ce le siamo date, sull’1-1 ho pensato che avremmo vinto, poi è andata come andata, ma senza rimpianti, anche se avremmo potuto fare di più. Ci è mancata un po’ di convinzione. Le lacrime dei miei giocatori non volevano dire “chissà quanto tempo ci metteremo ad arrivare di nuovo fin qui”, ma piuttosto “potevamo davvero battere il Barcellona e non ci siamo riusciti”. La squadra ha una consapevolezza nuova, ha più autostima, anche in campo internazionale. Sono molto orgoglioso di questa crescita“.
Si parla poi di calciomercato e della probabile partenza di Morata: “Un ragazzo stupendo e un giocatore che può soltanto migliorare. Se proprio devono venderlo spero almeno che il club incassi 70-80 milioni. Questo è il valore attuale di Morata. Credo che si debba puntare su di lui e anche su Coman, un altro giovane di eccezionale livello, che ha bisogno di un po’ di tempo per esplodere“.
E su Pogba: “Evidentemente si tratterebbe di una scelta societaria e non tecnica: a certe cifre è difficile dire no. Ma se Paul resta a Torino deve farlo con la testa giusta, senza rimpianti. Perché quello che abbiamo raggiunto in questa stagione è solo un punto di partenza e per costruire il futuro della Juve servono giocatori giovani e motivati oltre ai senatori che possono trasmettere lo spirito giusto“.









