Gradevole serata di boxe quella del 7 Novembre al Teatro Principe. La vicenda Brischetto (CLICCA QUI PER IL COMUNICATO DELL’OPI, E QUI PER QUELLO DEL PUGILE) ha inevitabilmente deluso il pubblico appassionato della nobile arte, che, anche se in numero minore, ha risposto comunque presente. Cornice sulle seggioline e sugli spalti tutt’altro che memorabile per gli organizzatori, ma comunque decente ed ennesima dimostrazione della qualità del progetto imbastito da Alessandro Cherchi. Il racconto della serata dal nostro inviato
Il primo a salire sul ring è Diego di Luisa, che si ritrova a boxare contro un arcigno serbo di nome Radovic. Il primo round chiarisce che il pugile della scuderia Popovic non è venuto a fare da sparring partner: ripresa molto combattuta, con grande spettacolo grazie al valore dei due pugili e al grande numero di colpi (molti puliti) portati dai due rivali. Il secondo e il terzo round vedono Di Luisa prendere pian piano il sopravvento, limitando il serbo. Radovic torna a farsi vivo nella quarta ripresa, ma l’italiano lo contiene bene. Il serbo vede che non basta, e allora prova a distrarre il pugile locale. Le provocazioni, però, non attaccano su Di Luisa, che continua a fare il suo match. Inutili gli sforzi del balcanico, che da tutto nell’ultima ripresa, ma si porta a casa una sconfitta ai punti. Bene di Luisa, bravo a tenere testa e controllare un pugile ostico e ottimo incassatore come Radovic, a cui vanno sinceri complimenti.
Dopo il primo, divertente match tocca a Luca Podda esaltare i presenti al Teatro Principe: contro di lui il serbo Nikolic. La scintilla, però, non si accende fino al terzo round: dopo due riprese abbastanza statiche e di studio, la terza si fa notare solo per la sottrazione di un punto (testa bassa) al balcanico, condita da vibranti proteste del manager e allenatore Popovic e del resto dell’angolo. Pochi i colpi puliti da entrambe le parti, almeno fino al quarto round: Podda sferra un destro d’incontro che fa vacillare Nikolic, il quale tiene botta in qualche modo e arriva fino alla campana. Le seguenti riprese vedono il serbo soffrire, con Podda a cercare di scalfire definitivamente l’avversario e tentare il colpo del ko. Il sardo si deve accontentare di una vittoria ai punti che fa comunque curriculum.
Chi invece regala il solito, grande spettacolo è Maxim Prodan. L’avversario, il bosniaco Sakic, ha vita tranquilla solo nel primo round. Nel secondo, l’ucraino dell’OPI2000 dimostra ancora una volta la sua potenza, colpendo d’improvviso al corpo e facendo piegare il rivale. La campana lo salva, ma Prodan completa l’opera nella frazione dopo: altro missile al fegato, e questa volta l’arbitro ferma il match e consegna la vittoria all’ucraino.
Il seguente sul quadrato è Catalin Paraschiveanu, pugile romeno della scuderia dei Cherchi; Il suo avversario è il serbo Cigaranov. Dopo un primo round privo di colpi degni di nota, il boxeur OPI2000 manda a terra il balcanico con un gancio mancino di pregevole fattura. Il Serbo si rialza a fatica, ma, appena ripreso il match, accusa di nuovo pesantemente i colpi del rumeno. Popovic, allora, dal suo angolo decide saggiamente di gettare l’asciugamano e porre fine al match.
Ultimo incontro della serata, promosso a clou dopo il forfait di Brischetto, è quello che vede Antonio Moscatiello contro Sasa Janjic. La sfida sembra dover avere breve durata, dopo che nel primo round il serbo viene conteggiato due volte dopo altrettanti destri al fegato. Dal pubblico arrivano richieste di “farlo durare almeno per un paio di riprese”, ma anche nel secondo Big sferra un’ottima combinazione al corpo, che piega di nuovo il balcanico. Malgrado la potenza dei colpi subiti, Janjic riesce sempre a riprendersi. Si arriva così al terzo round, e il cavallo marchiato Popovic sorprende tutti, riuscendo a tenere alla media distanza Moscatiello, e quindi limitandolo. Nella seguente frazione Big si scopre stranamente in difficoltà nel ritrovare quella corpo a corpo dalla corta misura che tanto aveva messo in difficoltà il rivale. Nel quinto round, un lampo di classe da parte di Moscatiello piega di nuovo il balcanico, colpito da un montante al corpo: il conteggio arriva fino a nove, e Janjic riesce ad arrivare fino al gong. Inutili i tentativi di ko da parte di Big, il serbo riesce a resistere anche alla sesta ripresa e a tornare negli spogliatoi con un’onorevole sconfitta ai punti














