Da Chivasso al tetto del mondo: la storia di ‘Pecco’ Bagnaia, campione in Moto2 pronto al debutto tra i grandi

Per il secondo anno di fila un pilota italiano è campione del mondo in Moto2. Dopo il trionfo di Franco Morbidelli nel 2018, quest’anno a spuntarla è stato Francesco “Pecco” Bagnaia, che con una gara d’anticipo è riuscito ad assicurarsi matematicamente il titolo iridato, riuscendo ad avere la meglio sul rivale Miguel Oliveira.

Il pilota torinese classe ’97 ha iniziato a farsi notare sin da bambino nelle categorie cadette della MiniMoto e MiniGP, dove in quest’ultima competizione riuscì a vincere il campionato europeo nel 2009, all’età di soli 12 anni.

Fa il suo esordio in Moto3 nel 2013, con la FTR M313 del San Carlo Team Italia, il team in cui allora militava anche Romano Fenati, che divenne così suo compagno di squadra.

Sempre insieme a Fenati, l’anno dopo viene ingaggiato nel nuovo team di Valentino Rossi, lo  SKY Racing Team VR46, guidando una KTM RC 250 GP, con cui fa il suo esordio ufficiale nel gran premio del Qatar. Ottiene il suo miglior risultato nel gran premio di Francia, dove sfiora il podio arrivando quarto, ma, a causa dell’infortunio al radio sinistro che lo costringerà a saltare ben due gran premi, quello d’Olanda e quello di Germania, concluderà la stagione solo al 16° posto, con 50 punti complessivi.

Nel 2015 entra nel Mapfre Team Mahindra, trovando come compagni di squadra gli spagnoli Jorge Martin e JuanFran Guevara. Quell’anno, ancora una volta nel gran premio di Francia trova la sua migliore posizione, ma questa volta il podio non gli sfugge, e arriva terzo, concludendo la stagione al 14° posto con 76 punti totalizzati.

L’anno successivo, sempre con lo stesso team, disputa una grandissima stagione, iniziata alla grande con due terzi posti consecutivi in Qatar e a Jerez, e culminata con la prima vittoria della sua carriera, arrivata nel Gran Premio di Assen, risultato poi ripetuto anche in Malesia. Terminerà la stagione al 4° posto con 145 punti totali, che gli basteranno per convincere lo SKY Racing Team VR46 a puntare nuovamente su di lui, ma questa volta in Moto2.

Disputa un discreto primo campionato in Moto2, con Stefano Manzi come compagno di scuderia, conquistando quattro podi, arrivando due volte terzo (Germania e San Marino), e due volte secondo (Jerez e Le Mans), che gli permettono di concludere il campionato arrivando al quinto posto, con 174 punti totali.

Il 2018 è però l’anno della consacrazione. Resta allo Sky Racing Team VR46, iniziando alla grande la stagione con la vittoria in Qatar, replicata due settimane dopo in Texas, che fanno presagire una stagione da assoluto protagonista.  E infatti, il pilota classe ’97 resterà in testa al Mondiale per tutta la stagione, vincendo il titolo iridato domenica scorsa con una gara di anticipo, con 8 gare vinte e 12 podi totali, in attesa del Gran Premio di Valencia della prossima settimana, che potrebbe migliorare ancora il suo score.

L’anno prossimo, il pilota torinese farà il suo esordio nella classe regina, la MotoGP, dove correrà con il Team Pramac Racing.