Calcio, Serie A: perché Juventus-Inter è il Derby d’Italia

dJuventus e Inter, Torino e Milano. Due città, due squadre a confronto in una partita simbolica, dalle caratteristiche immutate nel tempo, tutto condito da una rivalità storica. E venerdì ci sarà un altro confronto, l’ennesimo di una storia infinita. Ma… perché Juventus-Inter si chiama “derby d’Italia“?

Perché Juventus-Inter è il Derby d’Italia

Derby d'Italia

L’espressione “derby d’Italia” nacque nel 1967 dalle parole di Gianni Brera, uno dei più influenti giornalisti sportivi italiani del ‘900. Venne usata per indicare il confronto tra le due squadre che nonostante risiedessero in due città e regioni diverse, sono però caratterizzate da una una grande rivalità reciproca, tipica dell'”atmosfera derby”. In seguito, il match venne visto anche come quello fra le due squadre all’epoca più vincenti e fra le poche mai retrocesse in Serie A, primato che dopo il rapido passaggio juventino nella Serie B 2005/2006 ora appartiene solamente ai nerazzurri in Italia.

Nello stesso 1967, i due club erano amministrati dai Moratti e dagli Agnelli, che erano tra le più importanti dinastie economiche dell’Italia, cosa che permise di dare alle parole del giornalista anche una valenza di tipo sociale. Ci furono discussioni sul termine usato dal giornalista: infatti, in molti iniziarono a pensare che tale considerazione dovesse essere riferita alle sole squadre con il palmarés più ricco. Per altri invece, Brera intendeva sottolineare esclusivamente l’accesa rivalità che caratterizzava – e caratterizza tutt’oggi – il club juventino e quello interista, al di là dei risultati sportivi.

Juventus-Inter: cenni storici sul Derby d’Italia

La Juventus è tra le più antiche società calcistiche italiane, nata a Torino nel 1897 per volontà di un gruppo di studenti liceali, mentre l’Inter – o Internazionale – si costituì a Milano nel 1908 per scissione dai concittadini del Milan. Il primo match tra le due squadre risale al 14 novembre 1909 durante il campionato di Prima Categoria, – l’odierna Serie A – sul campo di Corso Sebastopoli a Torino. Grazie a una doppietta di Ernesto Borel, i bianconeri si imposero 2-0, mentre due settimane dopo in Lombardia, toccò ai nerazzurri che ottennero il successo per 1 a 0, con una rete decisiva di Oscar Engler. Nello stesso anno, l’Inter ottenne anche il suo primo titolo italiano. L’11 novembre 1912 è la data in cui l’Inter ottenne l’affermazione più larga sui rivali di Torino in trasferta: un secco 4-0. Nel 1913-1914 si ricorda una sconfitta per parte, in entrambe le partite per grande scarto: all’ andata a Torino finì 7-2 per la Juventus, al ritorno prevalse la rivale di Milano per 6-1. La prima partita nella storia della Serie A fu disputata a Torino nel 1930 e fu proprio l’odierno Derby d’Italia, con il re Vittorio Emanuele III presente, contro l’Ambrosiana – nome dell’Inter nel ventennio fascista, causa italianizzazione, dopo la forzata fusione con l’Unione Sportiva Milanese – che si dimostrò trionfale per i bianconeri come giornata. Il successo per 2 a 0 al ritorno, il 29 giugno, assicurò ai milanesi anche in questo caso lo scudetto, il primo della storia a girone unico. Alla Juventus, solo un terzo posto.

Derby d’Italia: la Juventus del quinquennio e… Giuseppe Meazza

È negli anni ’30 che inizia la vera e propria rivalità, quando i due club – al vertice del calcio italiano – si ritrovano a lottare per lo scudetto stabilmente assieme al rivale di quel periodo, il Bologna. La Juventus fece suoi cinque campionati dal 1931 al 1935, ai nerazzurri andarono invece altri due campionati a fine decennio (1937-1938 e 1939-1940). Proprio il 24 aprile 1938 l’Inter guidata dal capocannoniere Giuseppe Meazza conquistò lo scudetto imponendosi in trasferta 2-0 sul Bari. Alla Juventus andrà invece la Coppa Italia. In questo stesso periodo, ai bianconeri andarono ben dodici vittorie contro i rivali nerazzurri, che si fermarono a 8 con la vittoria per 5 a 0 a Milano del 16 ottobre 1938.

Derby d’Italia: il secondo dopoguerra

Nel secondo dopoguerra, conclusasi in maniera alquanto tragica la favola calcistica del Grande Torino, Inter e Juventus si trovarono di nuovo in vetta nel 1949-1950, con i piemontesi campioni d’Italia per l’ottava volta nella loro storia e i nerazzurri terzi a ben 13 lunghezze, con entrambi gli scontri diretti persi. A Milano si rifecero da lì a poco, vincendo lo scudetto per due anni consecutivi (1952-1953 e 1953-1954). Il 4 aprile 1954 l’Inter ottenne la sua vittoria più larga sulla Juventus, 6-0 a Milano in un Derby d’Italia rimasto nella storia.

Derby d’Italia: dal trio magico alla grande Inter

Gli anni ’50 delle due grandi rivali si chiusero con una finale di Coppa Italia vinta a San Siro con un secco 4-1 da parte della Juventus e il suo trio Boniperti-Charles-Sìvori, che non lasciò spazio a discussioni, era il 13 settembre 1959. Nel 1961 i bianconeri centrano la loro vittoria con maggiore scarto contro i rivali nerazzurri. Il 16 aprile le due formazioni si affrontarono a Torino, ma la partita fu sospesa per motivi di sicurezza al 31′ minuto del primo tempo. L’Inter vinse a tavolino 2-0, ma la società torinese presentò ricorso, accolto il 3 giugno dalla Federcalcio (all’epoca presieduta da Umberto Agnelli, anche presidente della Juventus), la quale dispose di rigiocare il match. Il 10 giugno si disputò di nuovo la partita, ma l’ Inter per protesta giocò con la primavera: finì 9-1 per i grandi rivali dei nerazzurri. Negli anni ’60 finisce il ciclo bianconero del trio magico (1957-1961, che fece suoi tre scudetti e due Coppe Italia) e iniziò l’epopea della “Grande Inter” di Angelo Moratti e Helenio Herrera (1962-1966, prima squadra italiana a vincere due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali, oltre a tre titoli nazionali). I nerazzurri conquistarono il loro primo scudetto dell’epoca Herrera, proprio contro i bianconeri, vincendo a Torino il 28 aprile 1963 grazie alla rete di Sandro Mazzola, bissando il successo dell’ anno precedente, che mise fine all’imbattibilità dei piemontesi a Torino che durava da 9 anni.

Derby d’Italia: Inter-Juventus e i due Herrera

Per la maggior parte degli anni ’60, la rivalità fra le due squadre fu anche in panchina, con i due fratelli Herrera (rispettivamente Helenio a Milano ed Heriberto a Torino). L’Inter si dimostrò tra le più forti squadre europee del decennio, ma nei due confronti con la storica rivale, ebbe sempre la peggio contro la squadra di Torino, prima in finale di Coppa Italia a Roma nel 1965 e successivamente nella volata tricolore della stagione di Serie A 1966-1967. Con lo scudetto del 1967 vinto in rimonta, la Juventus dettò la fine della “Grande Inter”.

Derby d’Italia: dal 1970 al 2000

Derby d'Italia

Il periodo che va dagli anni ’70 alla prima metà degli anni ’80 fu segnato da un ciclo bianconero, che conquistò 9 scudetti sui 16 assegnabili. Sotto la guida di Trapattoni, arrivò al successo anche di tutte le competizioni europee, prima squadra nella storia del calcio a riuscirci. Negli anni ’80 gli incontri fra Inter e Juventus videro protagonisti due tra le migliori stelle dell’epoca:  il francese Michel Platini alla Juventus e il tedesco Karl-Heinz Rummenigge dell’Inter. Alla squadra di Torino andò la Coppa Italia dopo aver eliminato in semifinale proprio i rivali nerazzurri. Con l’arrivo del trio dirigenziale Bettega-Giraudo-Moggi, negli anni ’90 la sfida si spostò anche sui banchi politici della Lega Calcio, con il duopolio formato dalla Juventus e dal Milan di Berlusconi alla maggioranza, l’Inter passata a Massimo Moratti ed Ernesto Pellegrini alla minoranza. Passò così in secondo piano il Derby d’Italia con l’altra rivalità tra bianconeri e rossoneri, fino alla Serie A del 1997-1998, con protagoniste di nuovo Inter e Juventus. Finirà tutto con scudetto nuovamente a Torino ma non con poche polemiche (il contatto in area tra Ronaldo e Iuliano che tutt’oggi fa discutere, su tutte).

Derby d’Italia: Dal 2000 a oggi, in mezzo… Calciopoli

La stagione 2001-2002 scrisse un’altra importante pagina della storica rivalità, di nuovo bianconeri e nerazzurri in lotta per lo scudetto, in una corsa a tre che comprese anche la Roma fino all’ultima giornata. L’Inter capolista fino a 90′ dal termine perse 4-2 all’Olimpico contro la Lazio. Questo permise alla Juventus di Marcello Lippi di laurearsi campione d’Italia. Nella stagione successiva le due formazioni tornarono a lottare per lo scudetto. Fu degno di nota il pareggio allo stadio Giuseppe Meazza. Dopo lo svantaggio all’89’ firmato Alessandro Del Piero, arrivò il gol in mischia propiziato dal portiere nerazzurro Francesco Toldo, proprio all’ultimo minuto di recupero. Nel 2003-2004, arrivarono le ultime affermazioni nerazzurre in entrambi i confronti in campionato contro i piemontesi. Il 20 agosto 2005 a Torino, l’Inter si prende la SuperCoppa italiana, battendo 1-0 ai supplementari la Juventus, con una rete di Juan Sebastiàn Veròn. La rivalità raggiunse il suo più grande culmine nell’estate del 2006, con lo scandalo di Calciopoli. La giustizia sportiva nell’occasione fece retrocedere i bianconeri in Serie B, per la prima volta nella loro storia e riassegnò lo scudetto del 2005-2006 proprio ai grandi rivali nerazzurri. Per questo, il Derby d’Italia venne ancora più sentito dalle due fazioni dopo lo scandalo che colpì la Serie A. Al ritorno nel massimo campionato, la Juventus sconfisse diverse volte la grande rivale, tra cui il 2-1 a San Siro del 2007-2008 nel girone di ritorno del campionato italiano. Nell’altra occasione, fu nel girone d’andata della stagione 2009-2010, stagione della tripletta nerazzurra (conquista del campionato italiano, della Coppa Italia e della Champions League). Gli anni successivi saranno di esclusivo dominio della Juventus in Italia, con 7 scudetti consecutivi. Gli unici veri acuti dei rivali di Milano, furono il 3-1 esterno del 3 novembre 2012 e il 2-1 casalingo del 18 settembre 2016. In Coppa Italia ci fu un altro confronto in semifinale: all’andata ci fu un secco 3-0 per la Juventus, al ritorno l’Inter pareggiò i conti con il solito punteggio. Passarono i  bianconeri ai rigori.

Derby d’Italia: più di una partita

Più di cento anni. Cento anni di partite, sfide, rivalità, storia, di stadi, curve, striscioni. Una storia diversa, di vittorie e di sconfitte, di astio e emozioni. Due fazioni opposte ma collegate da un obiettivo: vincere. E certe volte nemmeno quello, perché il Derby d’Italia è sempre una partita a sé. Uno scontro diretto, diverso. Una partita scritta negli anni come un lunghissimo libro, pieno di storie, come se 90 minuti fossero solo banalmente 90, e poi finisse tutto. Non è così. Non per un derby, non per una delle più accese rivalità che la storia del calcio ricordi, non per Juventus e Inter, Torino e Milano. E cambia poco se sia Rummenigge contro Platini, Ronaldo contro Del Piero, o ancora Cristiano Ronaldo a confronto con Icardi. Perché sicuramente i protagonisti son cambiati e cambieranno. Ma non la rivalità e le polemiche, il tifo e i confronti. Non fosse così non sarebbe il calcio. Non sarebbe la stessa, incredibile e straordinaria storia. La storia di Juventus e Inter. Del Derby d’Italia.

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