CICLISMO – Adesso Valverde è davvero ‘Embatido’ !

Adesso Alejandro Valverde è davvero l’ ‘Embatido, l’imbattibile. Ad Innsbruck ha riempito quell’unico buco che gli rimaneva in bacheca e, al di là della gara avvincente, affascinano i tanti gesti e i tanti significati che questa vittoria porta in dote. Era già tutto previsto nelle dichiarazioni veggenti di Paolo Bettini:” Sarà il Mondiale più duro di sempre e vorrei che vincesse Valverde. Se lo meriterebbe.

LA CORSA – A 90 km dal traguardo, Sagan abbandona i sogni di poker iridato. Poi cade Roglic, uno dei favoriti. E sul micidiale muro di Gramartboden, il nostro Moscon si stacca mentre Dumoulin si rifà sotto. Prima dell’arrivo trionfale del 38enne Valverde che resiste a Bardet e Woods e corona quel sogno sfiorato più volte con due argenti e quattro terzi posti.  La Spagna torna ad esultare 14 anni dopo Oscar Freire, uno dei recordman della competizione con tre successi. Ai quali si aggiungono i trionfi di Olano nel 1995 e di Astarloa nel 2003, proprio davanti a Valverde.

PASSAGGI DI CONSEGNE – Un Mondiale e qualcosa di più perchè, da un lato, si è imposto il secondo più anziano (ma anche tra i più vincenti) di sempre della categoria Elite e, dall’altro, è esplosa la stella di Remco Evenepoel tra gli Juniors (per saperne di più su di lui, cliccate qui). Entrambi hanno vinto tantissimo in età precoce: Balaverde mise in fila 50 corse di seguito (da qui l’appellativo di Embatido) tra gli 11 e i 14 anni, mentre il 18enne belga nell’ultimo anno ne ha vinte 25!
A proposito di passaggio di consegne: lo showman Peter Sagan si è preso la scena, ancora una volta. Non è riuscito sull’asfalto e così si è presentato sul podio consegnando personalmente la medaglia a Valverde. Lo slovacco ha strappato applausi e consensi, come spesso accade.

SAGAN AL GIRO –Peto‘ che in questi giorni ha annunciato il suo rinnovo con la Bora e, contemporaneamente, il suo desiderio di partecipare al 102° Giro d’Italia. Lui che non ha mai preso parte alla Corsa in Rosa. Portare il personaggio più famoso di questo sport, sarebbe un gran colpo mediatico per tutto il movimento italiano a due ruote.

L’ITALIA AL MONDIALE – La corsa più importante non ha sorriso agli azzurri che chiudono col 5° posto dell’ottimo Gianni Moscon: 24 anni e un futuro che lo vedrà protagonista. Eccellente anche il lavoro di Brambilla e Caruso mentre rimane scottato Vincenzo Nibali che ha accusato un black-out nell’ultimo giro. Il medagliere recita un argento e tre bronzi totali che, in qualche modo, alleviano i dolori di un gruppo Elite dal quale ci si aspettava di più. Il ‘caso-Aru’ era stato premonitore, purtroppo.