SERIE B – Dal ‘Murdoch d’Abruzzo’ a ‘Sir William’ Lapadula: viaggio alla scoperta del Teramo dei Miracoli

Settantacinque punti conquistati, concorrenza di avversarie senz’altro temibili come Pisa, Ascoli e L’Aquila sbaragliata senza troppe difficoltà, conti in regola a sette anni dal fallimento. Cosa c’è da sapere sul Teramo, la più bella sorpresa della Lega Pro 2014/15? Scopriamolo insieme…

IL PRESIDENTE – Alla base dell’improvviso e clamoroso successo del Teramo vi è la figura del suo innamoratissimo presidente Luciano Campitelli. Amministratore e fondatore, nel 1990, di ‘Sapori Veri’ – che si autodefinisce “un gruppo con oltre 150 collaboratori conosciuto e stimato in tutt’Italia” – e sino a pochi mesi fa proprietario dell’emittente televisiva abruzzese TV6 (fatto che gli è valso il soprannome di ‘Murdoch d’Abruzzo’), Campitelli, originario di Canzano, ha prelevato il Teramo Calcio in seguito alla sua radiazione dal campionato di Serie C2 avvenuta il 15 luglio 2008, nel giorno del suo 95esimo compleanno, riportandolo ai vertici del calcio regionale con accortezza e passione. Ambizioso, istrionico, vulcanico, attento al rapporto con la tifoseria e sempre con gli occhiali scuri per non lasciare trasparire le emozioni più travolgenti, Campitelli è stato da molti ribattezzato in passato ‘lo Zamparini d’Abruzzo’ per via del valzer di allenatori che aveva caratterizzato le prime stagioni dal suo insediamento. Ma a chi gli rinfaccia qualche esonero di troppo il pacioso presidente dei Diavoli risponde di non potersi rimproverare nulla.

L’ALLENATORE – Il tecnico di questa meravigliosa matricola è Vincenzo Vivarini. Nato ad Ari (provincia di Chieti) il 5 settembre del 1966, Vivarini ha iniziato la carriera come vice allenatore nel Giulianova nella stagione 2003/04. Dopo due stagioni a Pescara (di cui una da osservatore), le esperienze al Luco Canistro, al Renato Curi e al Chieti lo hanno spinto verso lidi sempre più prestigiosi: prima due stagioni di ‘rodaggio’ con l’Aprilia, quindi, dal 2013, il Teramo e il sodalizio con una piazza che ha saputo apprezzarlo fin da subito. L’unico nodo resta il contratto. A promozione raggiunta Vivarini ha dichiarato di voler discutere con la società dei programmi per la stagione ventura: sullo sfondo c’è di nuovo il Pescara, che sembra volersi privare di Baroni per aggiudicarselo, e chissà che il richiamo del Delfino non convinca il tecnico di Ari a lasciare sul più bello la panchina dei Diavoli.

IL CAPITANO – Nato il 21 luglio 1983 a San Benedetto del Tronto (in provincia di Ascoli Piceno), Andrea Bucchi, professione centravanti, è per longevità il capitano di questo Teramo dei miracoli. Cresciuto nelle giovanili della Fermana, dove ha giocato tra il 2001 e il 2005, e transitato quindi da Ancona, Giulianova, Grottammare e Santegidiese, Bucchi, oggi 185 centimetri per 79 chili, è arrivato a Teramo nell’estate del 2011. Da allora, 72 presenze e 32 reti con la maglia dei Diavoli, tre promozioni conquistate, il rispetto incondizionato dei tifosi per l’impegno e la dedizione e la fascia al braccio a coronare un amore sbocciato e evolutosi in fretta e nel migliore dei modi.

LA STELLA – Nato a Torino il 7 gennaio del 1990, Gianluca Lapadula – soprannominato ‘Sir William’, valore di mercato secondo transfermarkt.it: 450’000 euro -, arrivato l’estate scorsa in prestito con diritto di riscatto dal Parma, è da molti considerato il vero valore aggiunto della rosa a disposizione di Vivarini. Cresciuto nel vivaio del Treviso, all’età di 25 anni Lapadula ha già vestito le maglie di Pro Vercelli, Ivrea, Ravenna, Atletico Roma, San Marino, Cesena, Nova Gorica e Frosinone. A Teramo sembra finalmente avere trovato la sua isola felice: ventuno reti e nove assist in trentotto partite disputate e un senso della posizione invidiabile per questa promettente ala destra di cui si è tanto parlato negli ultimi giorni per l’inusuale proposta di matrimonio formulata alla compagna Alessia in occasione dell’ultima partita di campionato della sua squadra, pareggiata per 2-2 contro l’Ascoli al ‘Bonolis’.

LE STATISTICHE – Il Teramo ha chiuso la stagione al primo posto nel girone B dopo avere conquistato 75 punti – quattro più dell’Ascoli secondo -, risultato di ventuno successi, dodici pareggi e cinque sole sconfitte. Miglior attacco del torneo (62 reti realizzate, una più dei bianconeri, nove più della Reggiana terza in questa singolare classifica) e terza miglior difesa (32 marcature incassate, meglio solo la Reggiana e la SPAL), il Teramo ha chiuso il torneo con una differenza reti di +30 (l’Ascoli, secondo, si è fermato a +24). Il Teramo detiene il record per la serie positiva più duratura (24 risultati utili consecutivi), quello per il maggior numero di vittorie in casa (10, pari merito con la Reggiana) e per il minor numero di sconfitte in trasferta (solo 2). Capolista solitaria dalla trentunesima giornata in avanti – ovvero dal successo con il San Marino nel girone di ritorno -, il Teramo ha terminato la stagione con dieci punti conquistati nelle ultime cinque giornate di campionato, conquistando la promozione alla penultima giornata in virtù del successo maturato sul facile campo del Savona.

LO STADIO – Situato nella località di Piano d’Accio e finito nel 2012 nell’occhio del ciclone a margine di alcuni alterchi tra il presidente Campitelli e il sindaco Cantagalli – entrambi ne rivendicavano la proprietà -, lo stadio di Teramo è stato da poco intitolato allo storico medico sociale del club biancorosso Gaetano Bonolis, scomparso nel 2013. L’impianto, omologato per 7’498 posti, può contenere 13’000 spettatori; è dotato di campo in erba sintetica; ha ospitato in passato concerti di Jovanotti, Vasco Rossi, Tiziano Ferro e Laura Pausini.

IL PALMARES – Il Teramo vanta un palmares per nulla di basso profilo. Oltre al recentissimo campionato di Lega PRO, la società abruzzese ha conquistato anche due campionati di Serie C2 (nel 1985/86 e nel 2001/02), due di Serie D (1973/74 e 2011/12) e un campionato nazionale dilettanti (1993/94).
A livello regionale, la bacheca dei Diavoli vanta un campionato provinciale ULIC d’Abruzzo (1933), uno di prima divisione (1951/52), due di promozione (1954/55 e 2008/09, il primo sotto la guida del presidente Campitelli), tre di prima categoria (1963/64, 1967/68 e 1968/69) e uno d’eccellenza (2009/10).

LA ROSA DELLA PROMOZIONEPORTIERI: Alessandro TONTI, Davide NARDUZZO, Andrea CAPPA; DIFENSORI: Simone BRUGALETTA, Nebil CAIDI, Abdelaye DIAKITE, Roberto MASULLO, Marco PERROTTA, Stefano SCIPIONI, Ivan SPERANZA; CENTROCAMPISTI: Luca LULLI, Matteo MARESCA, Nicola FIORE, Stefano AMADIO, Diego CENCIARELLI, Alessandro DI PAOLANTONIO, Hrvoje MILICEVIC, Luca DI MATTEO, Mirco PETRELLA, Luca PIGINI, Matteo LORETI; ATTACCANTI: Gianluca LAPADULA, Stefano D’EGIDIO, Alfredo DONNARUMMA, Andrea BUCCHI.

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