PAGELLE PALLANUOTO FEMMINILE – La SIS vola, Catania vince: ecco la seconda puntata

E’ arrivata la seconda puntata delle Pagelle Pallanuoto Femminile di Serie A1, in una stagione che ha visto Catania e Roma grandi protagoniste. Dalla Coppa Italia, alla cima della regular-season arrivando al duello nelle Finals. Grazie anche a Padova e Rapallo, ne è uscita la stagione più avvincente ed equilibrata degli ultimi anni. Ecco i nostri giudizi:

Pagelle Pallanuoto Femminile: Roma da urlo, Padova con un pugno di mosche in mano

SIS ROMA: ripartire dalla base lasciata da Formiconi e fare il salto di qualità con Marco Capanna: erano le premesse di un’annata che, poi, si rivelerà speciale. Il tecnico imperiese si trasforma in un manager ‘alla Ferguson‘, per dirla in termini calcistici : si muove sul mercato e inculca sapientemente le sue idee alle giallorosse. Creando così un movimento capitale che investe tanto e bene. Capanna si porta dietro Motta e Di Claudio, alle quali aggiunge Chiappini e Fournier cesellando una base forte composta da Galardi, Tabani, Picozzi, Tankeeva e Sparano.
Il primo grande traguardo è la storica vittoria in Coppa Italia di gennaio (che apre finalmente la bacheca giallorossa) e la conseguente nomea di pretendente allo scudetto. Titolo che viene soltanto sfiorato contro un Catania più forte e più esperto ma sicuramente meno organizzato. Arriva comunque il secondo importante traguardo: la prima qualificazione in EuroLeague. Tanti spunti sui quali riflettere: dalla finale pazzesca di Giuditta Galardi alla stagione straordinaria della concittadina Tabani, l’atleta che è migliorata maggiormente nella stagione di A1, tanto da diventare un punto fermo nel Setterosa di Conti. Alla SIS Roma il giudizio più alto delle Pagelle Pallanuoto Femminile: voto 9, APPLAUSI A SCENA APERTA

NC KALLY MILANO: se la stagione si fosse fermata alla mattina del 10 maggio, la squadra di Binchi non avrebbe raggiunto la sufficienza. Troppi i black-out per una squadra ben rinforzata dal mercato estivo, tanto che la qualificazione alle Finals era arrivata soltanto all’ultimo turno. Milano viveva di qualche bagliore delle singole: l’incredibile vena realizzativa di Gragnolati, capocannoniere del campionato con 56 reti nonostante le cinque partite di stop per infortunio, e  l’annata superlativa dei centri Apilongo e Vukovic, acquisto azzeccatissimo e rivelazione della stagione. Il salto inaspettato arriva nell’odissea delle Final-Six: l’aereo per Catania è in ritardo di sei ore e le lombarde entrano in acqua soltanto 45 minuti prima del quarto contro Rapallo. Le liguri sottovalutano l’avversario e ne esce un match spettacolare che Milano domina per larghi tratti e, solo per inesperienza, getta via nel finale. Le ragazze di Binchi (alla prima avventura su una panchina femminile), a questo punto, ballano fino alla fine della musica e conquistano con prepotenza il 5° posto sulla Florentia, ribaltando così il giudizio complessivo sulla stagione. Per i curiosi: l’odissea è proseguita e pare che, anche al ritorno, gli aerei abbiano giocato brutti scherzi al Milano. Voto 6,5, IN CRESCENDO

RAPALLO PALLANUOTO: dati alla mano, Rapallo sbaglia soltanto i playoff ma trofei non ne arrivano. In EuroLeague cede in un girone proibitivo (contro le future campionesse del Sabadell e Vouliagmeni poi terzo); in Coppa Italia ha l’onore, e l’onere, di eliminare il Catania ma viene beffata in una finale equilibrata. In campionato talvolta inciampa ma non cade mai, anzi giunge alle finali da terza. Alle Finals però, complice l’infortunio pre-gara di Lavi, soffre oltremodo un Milano che, la settimana precedente, aveva battuto in trasferta con 8 gol di scarto. Le ragazze di Antonucci, in seguito, perdono contro la bestia nera SIS (tre k.o. e un pari in quattro confronti). E troppo presto firmano la resa nella finalina contro Padova giocandosi l’Europa.
La squadra era attrezzata per fare la voce grossa con il ritorno in Italia di Emmolo, a sostituire la partente Gragnolati, e gli innesti delle giovani bogliaschine. L’apporto maggiore, Rapallo lo fornisce alla Nazionale:  Marcialis ritrova la calottina azzurra; Avegno è ormai in pianta stabile nel Setterosa insieme ad Emmolo e Lavi; Viacava, Cocchiere e D’Amico orbitano nei Collegiali di Conti. Nel complesso, perde una posizione dall’anno scorso. Voto 6, SI PUO’ FARE DI PIU’

PLEBISCITO PADOVA: Posterivo migliora la rosa Campione d’Italia guardando all’estero con gli arrivi di Grab e Armit, oltre a quello di Ranalli. Ma perde Tielmann. Le patavine arrivano in fondo a ogni competizione, trascinate da una straordinaria Laura Barzon, ma alla fine… non prendono trofei: non succedeva da quattro anni.
E’ l’unica italiana a disputare le Final Four di EuroLeague,  in semifinale di Coppa Italia cede alla SIS e in campionato (terza alla fine) strappa il pass per l’Europa con un colpo di coda sul Rapallo. Il cammino nella stagione regolare era stato piuttosto scostante ma, per rimanere concentrata su più fronti, bisognava spendere qualche energia in più. Dopo il capolavoro dello scorso anno, era difficile replicare contro un Catania fortissimo e una Serie A1 che, fortunatamente, ha ampliato il novero delle pretendenti al titolo. Voto 6, FIATO CORTO

EKIPE ORIZZONTE CATANIA: la doppietta  Scudetto- Coppa Len è stata l’epilogo cercato e voluto dalla dirigenza, anche se giunto con un anno di ritardo. Le etnee festeggiano la seconda stella in casa propria, essendo stata l’unica società a mostrare serio interesse per ospitare le Finals. Il sodalizio più importante nel panorama femminile (20 scudetti e 8 Coppe Campioni) aveva investito pesantemente innestando il portierone Gorlero e il difensore Koolhaas e trattenendo l’attacco stellare Bianconi, Garibotti e Van der Sloot. Le ragazze di Miceli perdono il treno EuroLeague ma si rifanno subito con la LEN, vinta con merito in Russia. Lo scudetto poi cancella completamente il passo falso in Coppa Italia giustificando il grande esborso economico. Scalpitano le giovani Ioannou e Marletta che, con una stagione brillante, hanno mandato chiarissimi segnali anche al CT Conti. Voto 8,5, CORAZZATA