Febbre da titolo o improvviso calo fisico? Perché l’Inter sta rallentando?

Febbre da titolo o improvviso calo fisico? Perché l’Inter sta rallentando?

Come mai i nerazzurri non hanno ancora “ammazzato” il campionato?

Non saranno sentenze definitive ma segnali d’allarme di cui tenere conto forse sì; stiamo parlando dei due pareggi di fila dell’Inter contro Napoli e Spezia, che di fatto hanno interrotto la striscia nerazzurra di 11 vittorie consecutive. L’Inter contro il Ciuccio e contro le Aquile è tornata ufficialmente con i piedi per terra mostrandosi meno sicura (e più imprecisa) rispetto al suo solito. Un qualcosa di inaspettato, visto che da febbraio nessuna squadra era mai riuscita a fermarne il cammino trionfale verso uno scudetto che teoricamente, considerando la vittoria contro il Verona di domenica, poteva già essere suo. Aver conquistato (a fatica) i 3 punti contro la squadra di Jurić è certamente un passo in avanti verso il tanto sospirato scudetto, ma l’Inter obiettivamente non sta più girando come un tempo. Come mai?

Vincere l’emozione per conquistare lo scudetto

Se il pareggio dell’Inter contro il Napoli, che recentemente si è sbarazzato della Lazio segnando ben 5 goal, ci poteva anche stare, considerando il blasone dell’avversario, quello contro lo Spezia onestamente no. Con tutto il rispetto per lo Spezia, una “piccola” della nostra Serie A che grazie all’organizzazione sta raggiungendo con pieno merito il traguardo salvezza, l’Inter, che non vede l’ora di conquistare lo scudetto lontano nel tempo 11 anni, avrebbe dovuto asfaltare la squadra di Italiano imponendo ritmi forsennati fin dall’inizio, e invece…Invece ha preferito gestire con molta, troppa calma ogni situazione di gioco, come del resto è solita fare da qualche mese a questa parte, per poi provare ad assestare la zampata vincente che vale i 3 punti, tuttavia non riuscendoci. E ciò ha portato al secondo pareggio consecutivo nel giro di pochi giorni! Si potrebbe sostenere che l’1 a 1 dell’Inter contro lo Spezia è frutto della sola mancanza di mira – 20 i tiri totali e 2 i pali – ma è davvero così? Non è che l’Inter sta vivendo un improvviso calo fisico? Se così non fosse, non è che l’Inter a poche giornate dal termine del campionato ha la febbre da titolo, stato patologico temporaneo derivante dalla troppa emozione per uno scudetto non ancora vinto aritmeticamente? Se così fosse sarebbe più semplice capire come mai le gambe dei giocatori più forti sono imballate, tra cui quelle del giovane Barella, professionista serio e sempre sul pezzo, distante anni luce da un campione in potenza come Balotelli. Non a caso abbiamo fatto il cognome di Barella; l’ex giocatore del Cagliari non avendo mai vinto niente nella sua carriera potrebbe sentire più di altri la pressione per uno scudetto che è lì a due passi ma che non è ancora stato conquistato. E se ci sbagliassimo e fosse davvero solo un problema fisico quello che sta interessando la squadra nerazzurra nell’ultimo periodo? Difficile, visto che l’Inter da tempo non gioca le coppe. La verità è che in casa nerazzurra c’è tanta, troppa emozione per l’obiettivo finale, emozione che deve essere gestita al meglio nel corso delle prossime partite. Ok, il vantaggio sulla seconda in classifica è importante, tuttavia è sempre meglio chiudere il discorso scudetto prima che sia troppo tardi. La Serie A quest’anno ci ha regalato colpi di scena a non finire (vedi sconfitta della Juventus contro il Benevento), dunque non si sa mai. La prudenza nel 2021 del calcio italiano è più che mai d’obbligo!

Ripartire dai 3 punti conquistati contro il Verona

È innegabile: la sofferta e un po’ pasticciata vittoria di domenica dell’Inter sul Verona ha già abbassato da 38,5° C a 37,5° C la febbre nerazzurra da titolo, ma prima che il paziente nerazzurro possa dirsi guarito (e scudettato) ci sono ancora gli scogli Crotone e Sampdoria da superare. Partite semplici per l’Inter? Sulla carta sì, ma solo se giocate con la sana voglia di “spaccare il mondo”, che non si è vista in occasione dell’ultimo trionfo un po’ fortunoso contro i gialloblù di Jurić. Domenica pomeriggio in quel di San Siro ha infatti regnato la confusione in casa nerazzurra, confusione che ha visto protagonisti molti top player tra cui Barella, un buon giocatore che in poco meno di due anni è diventato un campione. Febbre da titolo o improvviso calo fisico che sia, mollare ora sarebbe un suicidio sportivo. Va bene la Pazza Inter, ma fino a questo punto!

Parole Chiave