Antonello Riva: “Coesione in spogliatoio è la chiave delle vittorie. Cantù, Olimpia e Scudetto: ecco cosa vi dico”

Antonello Riva, storico volto del basket italiano ed internazionale, ha tenuto nella mattinata di oggi un incontro presso l’Università di Pavia. Durante l’appuntamento – destinato alla discussione dei temi riguardanti leadership e dinamiche di squadra – la leggenda del mondo della Pallacanestro Cantù ha ripercorso i tratti della propria carriera, iniziando dagli albori: “Arrivai a Cantù a 14 anni, mi ricordo ancora che ero un ragazzino. Io rispetto ai giovani di ora avevo un vantaggio: aiutavo mio padre nei piccoli lavori e fin da bambino ho fatto tanta attività fisica. Per esempio andavo a scuola a piedi e spesso questa era distantissima da dove abitavo. All’esordio a 16 anni pensavo solamente a giocare. Sacrifici fatti? Tanti, ma non so se posso definirli così: a me piaceva giocare a basket e davo sempre tutto anche in allenamento“.

Poi sui migliori anni della sua carriera: “Ho militato a lungo a Cantù: lì vinsi anche uno storico scudetto. Ma poi ci furono tante volte in cui arrivammo alle semifinali del campionato, seppur poi uscimmo diverse volte a quel livello. In venticinque anni di carriera ho vinto solo uno scudetto, ma questo non ha importanza: l’importante è essere sereni con sé stessi e con il lavoro svolto dalla propria persona. Ed io lo sono sempre stato. All’Olimpia mi acquistarono per 8 miliardi di lire e devo dire la verità, in quei momenti, quando calcavo il campo con quella maglia, sentivo il peso della responsabilità. Era un mondo diverso rispetto a Cantù”.

Chiusura sull’importanza delle dinamiche extra-campo nello spogliatoio, domanda posta dall’inviato de Lo Sport 24: “Questa è una chiave di lettura di grande importanza. Noi eravamo tantissimi campioni nello spogliatoio, avevamo molti leader. Io mi definisco un leader silenzioso. Ma sicuramente quel che succedeva fuori dal campo è di fondamentale importanza: ad esempio quando le mogli sono amiche tra loro, allora il lavoro di coesione è già a buon punto. Il gruppo è la chiave dei successi“.

 

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