LS24 Racconta-La Giovane Italia: alla scoperta di Alessio Bolis, talento interessante del Basket Brescia Leonessa, tra ricordi, emozioni e sogni per l’avvenire

Non bisogna misurare la virtù di un uomo dalla sua eccezionalità, ma nel quotidiano.” (B. Pascal)

Brescia (BS)

Una ventata di umiltà, uno “Zefiro” tiepidamente primaverile pronto ad investire persino i limiti mentali. Sì, proprio loro, maggiormente subdoli e logoranti rispetto a quelli atletici, all’interno di una disciplina sportiva razzista come la pallacanestro. Dopotutto il basketball è retto da una proporzione forse troppo scolastica: “quanto più lavori, tanto arriverai in alto.” Deve aver ragionato così, Alessio Bolis, portandosi appresso quel genuino entusiasmo, costantemente testimoniato da un sorriso stampato in volto, figlio del sacrificio. Il lavoro, in fin dei conti, è una peculiarità imprescindibile dei bresciani, figuriamoci per lui, il quale, volendo ottenere risultati significativi, ha dovuto, letteralmente, affidarsi al dono dell’ubiquità, abbracciando un’essenza resiliente, sempre meno in auge.

Ricordo quando affrontammo la Fortitudo Bologna nella finale playoff della scorsa stagione. Come molti, avevo gli esami di maturità, stavo impazzendo, ma non ho ceduto.”

Occhi lucidi e sguardo perso nel vuoto, senza un punto fisso. Ecco, Alessio Bolis: un sognatore che non si è mai arreso.

Facciamo un notevole salto nel passato, fino alle origini: la Polisportiva Adrense, ricordi ed emozioni che ti legano ad essa…

Sicuramente la Polisportiva Adrense è stata una società fondamentale per la mia crescita. Ha saputo trasmettermi il piacere di giocare a pallacanestro, riponendo in me sempre molta fiducia. Ricordo ancora con molto affetto e simpatia i miei compagni e tutti gli allenatori, i quali non hanno mai fatto mancare nulla a nessuno.”

Tocchiamo, invece, un crocevia fondamentale della tua carriera: la chiamata della Leonessa. Com’è stato l’impatto con un campionato giovanile così complesso come l’Eccellenza?

“Ho disputato l’ Eccellenza per tre stagioni e devo dire che il primo anno è stato molto difficile. Infatti, prima di allora, avendo affrontato solamente diversi campionati provinciali, il livello era nettamente inferiore, in poco tempo, invece, mi sono trovato davanti degli atleti molto forti ed esperti.”

Ti dico solamente queste parole: ottanta magici secondi a Casalpusterlengo…

“A Casalpusterlengo è avvenuto il mio esordio in un campionato professionistico come la “Legadue”. E’ stata un’emozione indescrivibile, un ricordo che mi porterò dentro durante tutta la vita. Devo solamente ringraziare coach Andrea Diana per la grossa opportunità concessami.”

Il doppio tesseramento con la Virtus Brescia, ti ha portato ad un livello di maturazione superiore. Quanto è importante la cultura del lavoro soprattutto quando si è sulla rampa di lancio?

“Partecipando a due campionati, passo molto tempo in palestra. Sono contento ed orgoglioso di potermi allenare con tecnici così preparati e compagni così forti ed esperti. Sono convinto, infatti, che il  duro lavoro possa pagare sempre, ed è questo un bene.” 

Matteo Cotelli, tassello basilare dello staff tecnico bianco blu, ha speso parole di elogio nei tuoi confronti. La fiducia da parte sua non è mai mancata…

“Matteo Cotelli, a mio avviso, è un allenatore bravissimo e molto preparato. Non si è mai tirato indietro nei miei confronti, criticandomi ed elogiandomi quando fosse opportuno farlo. Una cosa ci accomuna: la cultura del lavoro. Infatti, in questi tre anni, si è reso disponibile a soffermarsi sul mio percorso individuale, aiutandomi a curare ulteriormente la tecnica di tiro ed i fondamentali.”

11 dicembre 2016: Luca Vitali entra nel libro dei record con 18 assist. Tuttavia anche il tuo esordio è stato motivo d’orgoglio per il Basket Brescia…

“Un’altra emozione impagabile. Il mio debutto in Serie A è stato qualcosa di magico, sono rimasto stupito, specialmente perchè a non tutti i cestisti possono capitare queste occasioni.”

Fermiamoci su questa istantanea: Reggio Emilia, partita chiusa da tempo, batti Pietro Aradori in difesa e segni i primi due punti in Serie A…

“Nessuna parola, solo emozioni, qui c’è ben poco da dire. Segnare un canestro in Serie A è il sogno che avevo fin da quando ero piccolo, l’obiettivo di una vita, è quello per cui ho lavorato.”

Come giudichi, fino a questo frangente, la vostra prima stagione nella massima serie? Allenarsi con un campione del calibro di David Moss dovrebbe essere molto stimolante…

“David Moss è un professionista eccezionale, la sua presenza garantisce un innalzamento esponenziale della qualità durante gli allenamenti settimanali, possiede una mentalità vincente. Abbiamo compiuto, secondo me, una stagione importante. Dal canto mio posso essere solo felicissimo, condividere le fatiche con dei campioni di quel calibro è veramente una fortuna.”

Togli la ragione e lasciami sognare, lasciami sognare in pace!