Roma-Liverpool 4-2, non basta il cuore: i Reds volano in finale di Champions League

Un’immensa Roma non riesce a ripetere l’impresa compiuta nel ritorno dei quarti di finale di Champions League contro il Barcellona e dice addio alla coppa dalle grandi orecchie davanti ad un Olimpico che al fischio finale ha reso omaggio ai suoi gladiatori.

Chissà come sarebbe finita se l’arbitro Skomina avesse sanzionato con il penalty e con annesso cartellino rosso una clamorosa parata del terzino del Liverpool, Alexander-Arnlod, su un’acrobazia di El Shaarawy a pochi metri dalla porta.

Perché la Roma ci crede, ci crede fino all’ultimo nonostante i Reds passino in vantaggio per due volte. Al nono minuto una follia di Nainggolan aziona il tre contro due del Liverpool, finalizzato in gol da Manè. Dopo un clamoroso autogol di Milner, Wijnaldum lasciato solo in area di rigore su sviluppi di calcio d’angolo, sigla il momentaneo 2-1 che spezzerebbe le gambe a qualsiasi avversario. Non però a questa Roma.

Al rientro dagli spogliatoi, al minuto 52 infatti si sveglia Dzeko: destro di El Shaarawy, Karius respinge, Edin controlla e scaraventa in rete. Il Liverpool s’accontenta di mantenere il largo vantaggio col favore del cronometro e gestisce il risultato, non proprio la specialità della casa. E infatti paga, come ad Anfield. Il forcing finale degli uomini di Di Francesco è da applausi e trova la redenzione di Nainggolan, che insacca il bolide del 3-2 con 4 minuti più recupero da giocare. Radja farà doppietta poco dopo, calciando in porta con rabbia al 94’ un rigore che sa tanto di beffa.

Klopp e i suoi uomini al fischio finale possono festeggiare dopo incredibili attimi di paura: sarà il Liverpool a sfidare il Real Madrid il 26 maggio a Kiev nella finale della Champions League. Una finale che si preannuncia ricca di gol e di sorprese: a spuntarla sarà nuovamente la squadra di Zidane per la tredicesima volta nella sua storia (sarebbe la terza consecutiva per i Blancos) o i Reds di Mané-Firmino-Salah?