Legabasket-Serie A: playoff, il punto della situazione, Milano a fatica, Avellino schiaccia Reggio Emilia, Venezia solida, Trento match point

I playoff hanno già palesato la propria essenza controversa, nemmeno il tempo di poter immaginare l’andamento delle varie serie, elaborando pronostici e situazioni. Dopotutto la seconda parte della stagione, quella maggiormente tirata e nervosa, viene considerata, dagli addetti ai lavori, come un campionato a sé stante, all’interno del quale la parola “imprevisto” assume una connotazione temibile anche fuori dal contesto “Monopoly“. Tuttavia, un fattore, fortunatamente non verrà mai a mancare: lo spettacolo, legato al sano agonismo e ad un’indiscutibile intensità difensiva, elemento, che, nel bene o nel male, ha sempre avuto un peso specifico chiave in termini di risultati.

MILANO-CAPO D’ORLANDO    (Serie 1-1)

Avrebbe dovuto essere una duello dall’esito scontato, dato per certo. Capo d’Orlando, però, si è presentato al “Forum” senza sudditanze psicologiche e timori reverenziali di alcun tipo, creando numerosi grattacapi alla formazione meneghina. La vittoria in gara 1 dei siciliani ha un duplice significato: da un lato mette alla berlina i difetti di un’Olimpia Milano troppo disattenta in fase difensiva e, forse, sfiancata dalla deludente campagna europea, mentre dall’altro, la truppa del presidente Francesco Venza ha dimostrato per l’ennesima volta che il cuore, unito gli attributi, può avere un effetto positivo devastante. Jasmin Repesa, dopo un’aspra autocritica, è certo di una pronta rinascita dei suoi. Attenzione, giocare al “PalaFantozzi” non è mai facile.

TRENTO-SASSARI    (Serie 2-0)

L’Aquila continua a volare, annichilendo, tra le mura amiche, una compagine esperta ed affamata come la Dinamo Sassari. Le chiavi? Sempre quelle: intensità difensiva reiterata, atletismo e grinta prorompente, alle quali va addizionata una sana dose di follia cestistica portata in corredo da Toto Forray. I “Giganti“, dal canto loro, sono apparsi poco lucidi e determinati nei frangenti cruciali di entrambi gli incontri, sebbene abbiano maturato un buon vantaggio in diverse occasioni. La serie, ora, si sposta in Sardegna, dove Federico Pasquini è intenzionato ad esprimere la propria pallacanestro, caratterizzata da un binomio calibrato tra tiro perimetrale e gioco nel pitturato. Trento giunge a Sassari con un doppio vantaggio e la consapevolezza di aver costruito qualcosa di eccezionale, nonostante la defezione di Filippo Baldi Rossi abbia aggravato la situazione.

VENEZIA-PISTOIA    (Serie 0-2)

Venezia sfrutta in maniera impeccabile il fattore campo, assorbendo l’energia profusa dagli spalti del “Taliercio“, specialmente nei momenti in cui la squadra di Walter De Raffaele ha rischiato seriamente di perdere la tramontana. Stefano Tonut, dopo un lungo infortunio, sta tornando a livelli eclatanti, rendendosi utile ed efficace in ogni fase di gioco, mentre Hrvoje Peric ed Esteban Batista, condiscono la trama tattica con quel quid offensivo che spesso viene celato dai lagunari. Pistoia, invece, prosegue nel suo cammino zoppicante lontano dall’inferno rosso del “PalaCarrara“, affidandosi all’esperienza di due italiani come Andrea Crosariol e Michele Antonutti, trovando in Terran Petteway il primo violino in fase d’attacco. I toscani, adesso, venderanno a caro prezzo la propria pelle. La speranza è l’ultima a morire.

AVELLINO-REGGIO EMILIA    (Serie 2-0)

La Scandone ruggisce portandosi in doppio vantaggio ai danni di una Pallacanestro Reggiana a tratti opaca, anche per alcune scelte tattiche di Max Menetti che hanno lasciato l’amaro in bocca a molti tifosi. Kyrylo Fesenko ha mostrato la sua essenza dominante, trasformando in oro qualsiasi pallone a lui recapitato, senza che il pacchetto dei lunghi biancorossi arginasse la furia ucraina. Pietro Aradori, da buon capitano, ha trascinato i suoi a contatto con gli irpini, mancando il colpo di grazia decisivo che avrebbe fatto capitolare la fiducia di Pino Sacripanti. Riuscirà il “PalaBigi“, fresco di ampliamento omologato, a fare la differenza?

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