TENNIS – Roberta Vinci derubata dei propri trofei

Roberta Vinci, la tennista numero 30 al mondo, è stata derubata nella propria casa di Taranto dove i ladri, tra le altre cose, hanno fatto razzia dei trofei vinti dall’atleta.

Non sono solita condividere troppi dettagli della mia vita personale perché preferisco parlare di sport ma mi concederete uno strappo alla regola in questa occasione. Qualche giorno fa nella mia casa di Taranto ho ricevuto la spiacevole visita di un gruppo di ladri che mi ha rubato oggetti di valore economico più o meno grande. Tra le cose che mi sono state sottratte però ce n’erano alcune il cui valore economico per me non è nemmeno paragonabile a quello affettivo: i trofei che ho vinto nel corso della mia carriera. Dal giorno in cui ho preso in mano la racchetta per la prima volta fino ad oggi ho lavorato, fatto fatica, sudato per il tennis e per realizzare i miei obiettivi in questo sport. Quei trofei, nonostante siano un semplice simbolo, mi ricordano ogni giorno perché ancora mi alleno, scendo in campo e provo a migliorarmi in ogni occasione. Rubare questi trofei è stato un gesto di viltà e stupidità ma mi piacerebbe far sapere a chi ora ne è in possesso che i ricordi, le lacrime, il sudore, la fatica, i sorrisi, l’impegno, i sacrifici per raggiungere questi obiettivi non potrà portarli via nessuno, né a me né alle persone che con me hanno camminato lungo questo pezzo di strada. 😔😢🏆

Un post condiviso da Roberta Vinci (@robertavinci1) in data:

E’ stata la stessa tennista a dare la notizia sul proprio profilo Instagram, attraverso il quale ha anche sfogato tutta la sua rabbia: “Qualche giorno fa nella mia casa di Taranto ho ricevuto la spiacevole visita di un gruppo di ladri che mi ha rubato oggetti di valore economico più o meno grande. Tra le cose che mi sono state sottratte però ce n’erano alcune il cui valore economico per me non è nemmeno paragonabile a quello affettivo: i trofei che ho vinto nel corso della mia carriera. Dal giorno in cui ho preso in mano la racchetta per la prima volta fino ad oggi ho lavorato, fatto fatica, sudato per il tennis e per realizzare i miei obiettivi in questo sport. Quei trofei, nonostante siano un semplice simbolo, mi ricordano ogni giorno perché ancora mi alleno, scendo in campo e provo a migliorarmi in ogni occasione. Rubare questi trofei è stato un gesto di viltà e stupidità ma mi piacerebbe far sapere a chi ora ne è in possesso che i ricordi, le lacrime, il sudore, la fatica, i sorrisi, l’impegno e i sacrifici per raggiungere questi obiettivi non potrà portarli via nessuno, né a me né alle persone che con me hanno camminato lungo questo pezzo di strada”.