RUGBY – Polemiche durante la presentazione della candidatura della Francia al Mondiale 2023

Nel corso della presentazione ufficiale della candidatura della Francia per il Mondiale di Rugby 2023, la federazione transalpina ha fatto salire sul palco Dhyreille e Brayley, sette e otto anni, orfani di Jonah Lomu.
La giovane età dei bambini ha fatto indignare la Nuova Zelanda, mentre l’Irlanda ha accusato i francesi di cinismo.

Quello che doveva essere l’asso nella manica della federazione francese rischia invece di diventare un boomerang. Nella giornata di lunedì a Londra si è svolta la cerimonia della presentazione ufficiale delle candidature per ospitare il Mondiale di Rugby 2023: le nazioni in corsa sono Irlanda, Sudafrica ed, appunto, Francia.
Ed è proprio in questa circostanza che la federazione francese è stata accusata di cinismo: la Francia ha presentato la propria candidatura portando sul palco anche Dhyreille e Brayley Lomu, figli di Jonah, insieme alla madre Nadene. I bambini hanno rispettivamente sette e otto anni e due anni fa hanno perso il padre, mito del rugby mondiale.

Il giornalista neozelandese, Tony Smith, si è espresso così sulla scelta della federazione francese: “Se i figli di Lomu fossero stati teenager, la questione sarebbe stata diversa. Ma Brayley aveva sei anni quando ha perso il padre, e Dhyreille cinque. Il loro coinvolgimento rischia di essere definito con una parola comune a inglese e francese: exploitation (sfruttamento, ndr)”.
Jack O’Toole, dell’Irish Independent, si è così espresso: “Quando porti due bambini fuori dal loro paese, dall’altra parte del mondo, e li metti sotto i riflettori per far emergere il loro legame col loro padre scomparso, tutto ciò è disperatamente cinico e triste”.