CAGLIARI-ATALANTA 1-0 – La squadra isolana mantiene la Serie A

Alla Sardegna Arena cala il sipario sulla stagione 2017/2018 del Cagliari di Diego Lopez e dell’Atalanta di Gianpiero Gasperini. Una partita che non ha visto grandissimi ritmi, quasi come se le squadre (con un orecchio agli altri campi) si volessero accontentare di un piccolo pareggio. Nel finale di gara però i sardi trovano la rete con Ceppitelli, una rete per chiudere in bellezza la stagione davanti ai propri tifosi e confermare la massima serie.

CAGLIARI (4-4-2): Cragno 6,5; Faragò 6, Ceppitelli 7,5, Pisacane 7, Lykogiannis 6,5; Deiola 6 (71′ Cigarini 6,5), Barella 6, Padoin 6, Ionita 6; Farias 6 (86′ Cossu s.v), Pavoletti 6,5 (75′ Sau s.v). All. Lopez

ATALANTA (3-5-1-2): Gollini 6 (83′ Rossi 6); Palomino 6, Caldara 5,5, Castagne 5,5; Gosens 6 (28′ Bastoni 6,5), Freuler 6, De Roon 6, Hateboer 6; Cristante 5,5 (57′ Barrow 5,5); Gomez 6,5, Ilicic 6. All. Gasperini

MARCATORI: 88′ Ceppitelli (CA)
AMMONITI: Castagne (ATA), Barella (CA), Cigarini (CA), Pisacane (CA)
ESPULSI:

VOTO AL CAGLIARI – 6 – Studia ma non si applica, in generale i sardi controllano la gara ascoltando il risultato di Napoli – Crotone. Nel finale trova la rete che vale la festa di tutta l’isola.

MIGLIORE CAGLIARI – Ceppitelli 7,5 – Vero e proprio leader della difesa (e non solo), sua la rete della vittoria. E’ sicuramente tra gli uomini migliori della stagione.

PEGGIORE CAGLIARI – Barella 6 – Il talentino sardo non ha brillato come da aspettative, per la nuova stagione si spera di vederlo sempre meno tra gli ammoniti.

VOTO ALL’ATALANTA – 5,5 – La Dea, fresca di qualificazione in Europa League, si presenta in gita a Cagliari, senza la voglia agonistica di infierire su una squadra che lottava per non retrocedere.

MIGLIORE ATALANTA – Bastoni 6,5 – Il futuro difensore dell’Inter entra prima della mezz’ora e disputa una gara perfetta.

PEGGIORE ATALANTA – Caldara 5,5 – L’errore sul dischetto è forse l’addio che il ragazzo non voleva, gioca la sua ultima partita con la maglia della Dea senza lasciare il segno, anzi, mangiandosi la rete del pareggio.