CALCIOMERCATO – Il Genoa rinforza la mediana: dalla Wisła arriva Brlek

Da oggi ha inizio il connubio Brlek Genoa, che tanti tifosi rossoblu sperano possa essere proficuo. Il 23enne croato si trova già nel capoluogo ligure per le visite mediche, e quindi salterà il monday night dell’Ekstraklasa tra la sua ormai ex squadra, la Wisła Cracovia, e il Zagłębie Lubin.

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LUCI E OMBRE – Petar Brlek arriva al Genoa dopo un anno e mezzo tra le fila della Wisła Cracovia. La squadra 13 volte campione di Polonia aveva scelto di scommettere sul croato prelevandolo dallo Slaven Belupo per una cifra di 200mila euro più bonus, cosa da non sottovalutare per un campionato dove la maggior parte dei trasferimenti avviene a parametro zero visto la scarsa liquidità. L’investimento in prima battuta sembrò non essere ripagato: i primi sei mesi sono stati molto duri per il regista, incapace di trovare la giusta collocazione in campo e apparendo quasi intimorito. A partire dalla fine del 2016, però, l’allora allenatore della Biała Gwiazda, Wdowczyk, decide di puntare su di lui, dandogli fiducia malgrado prestazioni non sempre all’altezza. Pian piano, Brlek prende per mano il centrocampo, diventando una colonna della squadra. Giocatore tecnico che non disdegna le sortite offensive, come dimostrano i suoi 11 gol in 48 partite complessive, ha come difetto principale il rendimento altalenante, anche dentro i 90′. Sicuramente il potenziale per far bene c’è tutto, ma dovrà migliorare su questo fronte se vorrà imporsi in Serie A, sperando che non gli faccia difetto la personalità come agli inizi lungo la Vistola.

L’OPERAZIONE – Le sue ultime prestazioni non sono di certo passate inosservate, tant’è che anche l’Inter sembrava averci fatto un pensierino. Il costo abbordabile del cartellino (2 milioni più bonus, per arrivare ad un massimo di 3) giustificano la scommessa, anche se bisognerà dare al ragazzo il tempo di adattarsi ad un calcio molto più complicato di quello dell’Ekstraklasa. Il croato classe ’94 ha voluto fortemente il trasferimento in Italia, scartando sin dall’inizio dell’estate gli svizzeri dello Young Boys e i danesi del Brondby, e rinunciando quindi all’Europa per giocarsi le sue carte in una squadra che l’anno scorso ha lottato per non retrocedere. Chissà che il suo impiego possa fruttare anche qualche convocazione in nazionale, cui maglia è stata indossata solo nelle rappresentative giovanili (9 presenze nell’under 21 e 4 nell’under 20, ndr).